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Ford annuncia un taglio di 1.100 posti di lavoro in Spagna

Ford, il produttore americano di auto, ha annunciato di voler tagliare 1.100 posti di lavoro presso il proprio impianto di Valencia, situato nella parte orientale della Spagna. La notizia è stata comunicata da un portavoce dell’azienda il 10 marzo.

La decisione di licenziare i dipendenti fa parte dei cambiamenti che Ford sta apportando alla sua linea di produzione automobilistica in Europa, ha dichiarato un portavoce dell’azienda. Il taglio dei posti di lavoro è stato reso noto alle organizzazioni sindacali e ha come obiettivo la sospensione dell’assemblaggio dei monovolumi Galaxy e delle auto tipo station wagon S-Max a Valencia.

immagine di presentazione della notizia sul taglio dei posti di lavoro di Ford in Spagna
Ford annuncia la riduzione dei posti di lavoro a Valencia

Ford ristruttura la sua produzione in Europa

La portavoce dell’azienda ha anche affermato che Ford collaborerà in modo costruttivo con i partner sindacali per ridurre l’impatto delle separazioni sui dipendenti, sulle loro famiglie e sulla comunità locale. Inoltre, Ford ha deciso di interrompere l’assemblaggio dei minivan Galaxy e delle auto tipo station wagon S-Max a Valencia. L’azienda ha dichiarato che queste scelte sono state prese in seguito a una revisione della situazione del mercato automobilistico in Europa.

Già l’anno scorso, infatti, Ford aveva già annunciato di voler posticipare gli investimenti nella produzione in Spagna, citando una revisione delle prospettive del quadro economico europeo. Aveva, oltretutto, anche confermato l’intenzione di voler avviare la produzione di veicoli elettrici entro la fine del decennio nella sua fabbrica spagnola. Il piano di produzione di veicoli elettrici, però, comporterà anche tagli di posti di lavoro. Ciò era già stato dichiarato da Ford nel momento in cui è stato presentato il progetto lo scorso anno. La decisione di interrompere la produzione dei modelli Galaxy e S-Max è probabilmente una conseguenza di questa scelta.

immagine di uomo che lavora nella produzione di automobili
L’industria automobilistica è un importante motore dell’economia nazionale spagnola

Il futuro dell’industria automobilistica europea è in discussione

Secondo gli esperti del settore, questa mossa di Ford potrebbe essere vista come una strategia per concentrarsi sulla produzione di veicoli elettrici, che dovrebbero rappresentare il futuro dell’industria automobilistica. Tuttavia, questo taglio dei posti di lavoro è un duro colpo per la comunità locale di Valencia, dove l’impianto di Ford è uno dei principali datori di lavoro.

L’industria automobilistica spagnola era anche stata duramente colpita dalla crisi economica causata dalla pandemia, per cui la notizia dei licenziamenti di Ford ha destato preoccupazione anche per le future prospettive del settore e per le conseguenze negative sulla comunità locale e sull’economia spagnola nel suo complesso. Tuttavia, le autorità spagnole hanno confermato il loro impegno a sostenere l’industria automobilistica, ritenuta un importante motore dell’economia nazionale.

Non da ultimo, la notizia dei licenziamenti ha suscitato reazioni negative dai sindacati e dalle autorità locali, che hanno chiesto a Ford di fare il possibile per garantire la sicurezza del lavoro dei dipendenti e il futuro dell’impianto di Valencia. In particolare, il sindacato spagnolo UGT, volendo nuovamente difendere i diritti dei lavoratori coinvolti, ha chiesto a Ford di trovare alternative ai licenziamenti.

Sia Ford che le organizzazioni sindacali, dunque, dovranno lavorare insieme per garantire il futuro dell’impianto e la sicurezza del lavoro dei dipendenti.

La società automobilistica americana non è, purtroppo l’unica ad essere costretta a tagliare posti di lavoro. Sono molte, infatti, le aziende automobilistiche che stanno operando dei licenziamenti del personale. Per esempio, General Motors Company, uno dei maggiori produttori di auto negli Stati Uniti, ha annunciato di voler offrire incentivi di uscita alla maggior parte dei suoi dipendenti negli Stati Uniti e ad alcuni dirigenti globali.

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