ETF

Gli ETF – Exchange Traded Fund – sono fondi a gestione semi-automatica, che replicano l’andamento di un paniere di beni sottostanti. Sono spesso associati ai fondi comuni di investimento, sebbene differiscano in modo sostanziale sia in termini di gestione, sia in termini di funzionamento e di costi.

Gli ETF sono oggi di interesse sempre crescente per risparmiatori ed investitori con capitali ridotti a disposizione, dato che possono offrire accesso ad un paniere di beni già diversificato, in quote che possono essere negoziate in borsa.

Quest’ultimo aspetto è quello cruciale – che almeno nelle intenzioni di chi ha per primo commercializzato gli ETF – li avrebbe distinti da altre forme di risparmio gestito.

ETF: cosa sono e come funzionano - La guida completa al funzionamento e al trading di TradingOnline.com
Guida completa agli ETF – Cosa sono e come funzionano

In realtà oggi la realtà degli ETF è decisamente multiforme – con la possibilità di trattare indirettamente questo tipo di titoli anche al di fuori delle borse tradizionali – sebbene con strumenti che rappresentano soltanto indirettamente l’ETF sottostante.

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    ETF cosa sono: spiegazione scolastica

    Gli ETF sono strumenti scambiati nei mercati regolamentati, che replicano un indice (o un paniere di beni) e che hanno una gestione passiva. Sono queste le tre caratteristiche principali che distinguono un Exchange Traded Fund da altri strumenti all’apparenza simili.

    Scomponiamo la definizione scolastica per comprendere maggiormente quali siano le caratteristiche degli ETF:

    • Scambiati nei mercati regolamentati

    Gli ETF sono negoziati presso le borse valori. Essendo divisi per quote, possono essere scambiati su tali mercati tra due investitori, allo stesso modo in cui vengono scambiate le azioni. Oggi possiamo acquistare una quota di un ETF e domani possiamo venderla, con la transazione che sarà gestita da un mercato regolamentato.

    Ognuna delle principali borse mondiali ha listini di ETF – se ne contano oltre 1.000 oggi soltanto a Piazza Affari – e la possibilità di scambiarne la proprietà sui mercati regolamentati è un vantaggio importante per gli investitori.

    • Replicano un indice o un paniere di beni

    Gli ETF seguono, per il loro valore, l’andamento di un paniere di beni – che può essere misto oppure replicare un indice di borsa. Le forme più tipiche di ETF replicano ad esempio l’andamento del NASDAQ, oppure ancora le migliori azioni su scala mondiale come fa MSCI World.

    La replica è passiva, nel senso che se ne occupano dei meccanismi automatici: è per questo motivo che si parla, vedi il prossimo punto, di ETF come strumenti a gestione passiva.

    • A gestione passiva

    Questa caratteristica degli ETF li distingue da strumenti quali i fondi comuni di investimento. Quando investiamo in un fondo di questo tipo, sappiamo che un gestore si occuperà di investire il capitale raccolto. Certo, ci sono delle regole di composizione del portafoglio che devono essere rispettate, ma il gestore ha fondamentalmente piena libertà di scegliere quali strumenti entreranno a far parte del fondo.

    Per gli ETF la situazione è invece radicalmente diversa: l’acquisto e la cessione di titoli che fanno parte del paniere è automatica, perché il fondo ha come obbligo quello di seguire l’andamento di un paniere di beni che è fisso. Non c’è libertà da parte del gestore. Il che da un lato rende i costi di gestione degli ETF più abbordabili, dall’altro rende maggiormente trasparente il fondo.

    Principali caratteristiche degli ETF:

    Tipologia di titolo Risparmio a gestione passiva, scambiabile in borsa
    Commissioni Basse
    Tipologia di sottostanti Azioni, materie prime, valute, panieri misti
    Gestori Amundi, iShares, Lyxor, Vanguard, xTrackers, WisdomTree
    Rischio Da medio a molto alto, seguendo il sottostante
    Capitale minimo Costo della quota (tipicamente nell’ordine delle decine di euro)
    ETF: Principali caratteristiche – Tabella sintetica

    ETF significato

    ETF è un acronimo che sta per exchange traded fund, un termine anglosassone che indica i fondi scambiati sui mercati regolamentati. I concetti chiave legati all’acronimo sono due:

    • Fund

    Gli ETF sono innanzitutto dei fondi, nel senso che raccolgono capitale presso il pubblico e utilizzano quel capitale per investimenti.

    • Exchange traded

    Nel senso che per appartenere a questa categoria, un fondo deve essere necessariamente quotato in una borsa valori, un mercato regolamentato, quello che semplicemente, per inglesi e americani, è un exchange.

    Come funzionano gli ETF

    Gli ETF sono fondi per quota, le cui parti possono essere acquistate e vendute da chiunque utilizzi un broker di borsa. Immaginiamo, paragonando questo mercato ad uno con il quale abbiamo probabilmente maggiore dimestichezza, le quote degli ETF come se fossero, in tutto e per tutto, delle azioni.

    Chi conosce già gli ETF riconoscerà questo paragone come non perfettamente calzante, ma sarà sicuramente utile per comprendere la vera essenza e il vero funzionamento degli ETF.

    • Capitale

    Gli ETF hanno un capitale, raccolto presso il pubblico, che viene investito nei sottostanti del paniere. Questo capitale è in ogni momento divisibile per quota, ovvero in titoli che funzionano come le azioni. Con ogni quota, abbiamo diritto da una parte del capitale fissa, in funzione di CAPITALE TOTALE / N. QUOTE = VALORE DI UNA QUOTA.

    Se il capitale totale di un ETF dovesse essere di 10 milioni di euro e fossero in circolazione 1 milione di quote, ogni quota varrebbe 10 euro.

    • Quote

    Nel caso degli ETF, possono essere sempre comprate e vendute sui mercati regolamentati, ovvero le borse. Il possesso di una quota garantisce un totale del capitale, in funzione di QUOTA / NUMERO DI QUOTE.

    Se sono in circolazione 100.000 quote e abbiamo comprato 10 quote, avremo diritto ad 1 / 10.000, ovvero allo 0,1% del capitale totale.

    • Il ruolo della borsa negli ETF

    Possiamo in qualunque momento, a patto che ci sia un compratore dall’altra parte e al prezzo che desideriamo, vendere le quote dell’ETF che possediamo. Questo tipo di operazioni è avvantaggiato grandemente dal fatto che le quote degli ETF possono essere comprate e vendute in borsa.

    Perché facilitano l’incontro tra domanda e offerta del titolo e perché fissano delle regole specifiche in questo senso.

    • A cosa abbiamo diritto quando compriamo una quota di un ETF

    Abbiamo diritto al valore che rappresenta in quota capitale. Come abbiamo visto poco sopra, se il nostro monte quote vale lo 0,01% dell’intero capitale, avremo diritto a, nel caso di un ETF del valore di 100 milioni di euro, a 100.000 euro.

    • Il capitale varia

    Il capitale degli ETF non è fisso, altrimenti non avrebbe alcun senso investirci. Immaginiamo a questo scopo un ETF che replichi l’andamento dell’indice NIKKEI 225. Se l’indice cresce di valore, allo stesso modo cresce di valore il capitale dell’ETF. E quindi rivendendolo guadagneremmo la percentuale di crescita dell’indice relativo.

    • Gli ETF possono pagare dei dividendi

    Gli ETF (con talune categorie degli stessi che fanno eccezione) hanno in portafoglio i titoli che compongono un indice o un paniere. Questi titoli possono distribuire dei dividendi. L’ETF, a seconda del fatto che sia a distribuzione o capitalizzazione, distribuirà quei dividendi o, nel secondo caso, li immagazzinerà in forma di capitale, aumentando il valore del fondo stesso.

    Le affinità con le azioni sono decisamente molte, anche se rimane una differenza sostanziale: quando compriamo le azioni di una società, stiamo entrando, seppur in piccolo, come soci dell’azienda stessa. Con gli ETF compriamo le quote di un capitale che viene investito sui mercati.

    Investimento in ETF: come fare

    Gli ETF sono disponibili presso moltissimi broker, che li offrono tipicamente o in accesso diretto, oppure tramite contratti CFD. Alcuni di questi offrono anche la possibilità di scegliere entrambe le versioni, scegliendo a seconda del singolo titolo, quale delle due modalità potrebbe fare meglio al caso nostro.

    • Trading in Accesso Diretto al Mercato (DMA) sugli ETF

    È il modo classico per investire sugli ETF. I broker che offrono accesso diretto al mercato permettono di comprare e vendere ETF e di detenere i titoli/quote in portafoglio.

    Chi non è ancora molto pratico di mercati, faticherà a capire come possano esistere delle alternative a questa forma, basilare e diretta, di investimento. Vedremo l’alternativa tra poco con i cosiddetti Contratti per Differenza.

    • Trading in CFD sugli ETF

    Si può scegliere di operare, tramite i broker CFD, anche sugli ETF. CFD che non consentono l’acquisto diretto del titolo, ma lo sostituiscono con un contratto che ne segue il prezzo.

    Questo si traduce nella possibilità per l’investitore di avere ulteriori strumenti di investimento a disposizione, come una leva finanziaria effettivamente esterna all’ETF stesso, la possibilità di vendere allo scoperto e talvolta anche di acquistare frazioni di quote.

    Trading Online ETF

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    A seconda che offrano la possibilità di Direct Market Access (come nel caso di eToro) oppure esclusivamente la modalità di accesso al mercato degli ETF in CFD, i broker in questione offrono canali piuttosto diversi per fare trading online sugli ETF.

    • Trading online in DMA

    In questo caso il funzionamento è pressoché identico all’investimento nel settore azionario. Compriamo una quota dell’ETF che ci interessa, la deteniamo fino a quando si sarà apprezzata in modo soddisfacente, per poi rivenderla.

    Un modo di investire sicuramente classico, sicuramente lineare e apprezzato da molti. Questa modalità di investimento prevede la detenzione diretta del titolo, che entrerà a far parte del nostro portafoglio di investimento.

    • Trading online sugli ETF tramite CFD

    Discorso radicalmente diverso per quegli operatori che invece offrono ETF soltanto tramite CFD – è il caso ad esempio di Capital.com – che propongono contratti che seguono il prezzo dell’ETF, replicandolo all’interno di un contratto derivato.

    Questo modo di fare trading sugli ETF permette agli investitori di investire anche ricorrendo a strumenti aggiuntivi, come ad esempio la leva esterna e la vendita allo scoperto, per avere la possibilità di fare trading anche puntando sul ribasso di un determinato ETF. Di seguito vedremo due esempi di come fare trading sia in modalità classica in acquisto diretto, sia invece tramite CFD.

    Come fare trading in ETF

    Partiremo ora con due esempi pratici che ci consentiranno di capire come fare effettivamente trading sugli ETF sfruttando entrambi i canali che i broker oggi ci mettono a disposizione.

    • Investimento sugli ETF in modalità DMA con eToro

    Per il nostro esempio avremo bisogno di aprire un conto demo con eToro, broker che offre un conto gratuito con 100.000 dollari USA di capitale virtuale. Dopo aver aperto il conto, potremo accedere alla piattaforma utilizzando le credenziali scelte in fase di registrazione.

    eToro investimenti in etf
    La dashboard di eToro per investire

    Dopo aver fatto ingresso nella piattaforma, dovremo proseguire su Mercati>ETF, per accedere alla lista di prodotti di questo tipo che vengono offerti dal broker.

    Scegliamo dalla lista quello che maggiormente ci interessa. Noi sceglieremo SWDA, ovvero iShares Core MSCI World, ETF che replica l’andamento dei migliori titoli azionari a livello mondiale. Dopo averlo selezionato dalla lista, potremo passare, cliccando su Investi, alla schermata di ordine.

    ETF ordine DMA
    Piazzare l’ordine in acquisto DMA sugli ETF

    Per procedere all’acquisto di ETF con eToro dovremo inserire la quantità di denaro da investire e poi semplicemente limitarci a cliccare su APRI POSIZIONE.

    Il nostro ordine sarà piazzato e nel nostro portafoglio troveremo la quantità di quote acquistate. Quando sarà il momento di vendere, basterà accedere alla sezione Portafoglio per chiudere la posizione.

    • Trading di ETF tramite CFD

    eToro (qui per il sito ufficiale) offre la possibilità di fare trading in CFD sugli ETF limitatamente al mercato delle vendite allo scoperto. La procedura per questo tipo di operatività è assolutamente identica a quella che abbiamo visto poco sopra per l’investimento in DMA. La differenza è che questa volta venderemo allo scoperto, ovvero punteremo sul ribasso di prezzo dell’ETF selezionato sopra, SWDA.

    etoro trading etf
    La schermata per la vendita in CFD degli ETF su eToro

    Clickiamo in alto su VENDI, impostiamo ancora una volta l’importo che vogliamo investire e poi selezioniamo Apri Posizione.

    NOTA BENE: sulla schermata di ordine sono segnalate, in basso, anche le commissioni overnight. Sono commissioni che vengono pagate sui CFD per ogni ordine tenuto aperto oltre le 23:00. Ammontano, come è possibile vedere, a pochi centesimi per ogni 1.000 euro investiti.

    Tipologie di ETF

    Nella macrocategoria degli ETF possiamo trovare diversi tipi di sottoprodotti, che possono essere divisi per paniere, per residenza fiscale, per la presenza di leva. Partiremo dalla distinzione che possiamo trarre a livello di paniere, per poi muoverci verso le altre differenze.

    • ETF azionari – legati ad indici

    O quelli che gli americani chiamano broad market ETF. Sono ETF che replicano un intero indice di borsa, come può essere il NASDAQ, lo S&P 500, il CAC 40, il DAX 30o, per ritornare in Italia, il FTSE MIB. Sono la forma più classica, acquistano in replica i titoli che compongono l’indice (in proporzione del loro peso) e seguono l’andamento dell’indice.

    Sono uno strumento di qualità per chi vuole, in portafoglio, un investimento differenziato pur senza acquistare titoli diversi. Hanno in genere costi di gestione molto bassi, che li rendono ancora più convenienti.

    • ETF su materie prime

    Tecnicamente sarebbe improprio parlare di ETF, perché si dovrebbe parlare di ETC. Sono nati con uno scopo ben preciso, ovvero quello di fornire agli investitori di piccola taglia la possibilità di investire in materie prime senza avventurarsi necessariamente nel mondo dei contratti derivati, dove il contratto di taglia più piccola presuppone comunque investimenti importanti.

    Il problema di cui sopra è stato almeno parzialmente risolto da CFD, che oggi permettono di investire in materie prime nel taglio che si preferisce. Gli ETC, ovvero gli ETF sulle materie prime, rimangono comunque la prima scelta di chi vuole titoli che rappresentino materie prime e che si possono scambiare su mercati regolamentati.

    • ETF obbligazionari

    Per gli ETF obbligazionari vale lo stesso discorso che andremo a fare per gli ETF regionali. Tra i più apprezzati infatti troviamo quelli che raggruppano diversi tipi di obbligazioni, come può essere nel caso di ETF che si basano su obbligazioni in tripla A. Anche in questo caso il punto è quello di offrire a chi investe la possibilità di puntare su di un portafoglio diversificato, acquistando però un solo titolo.

    • ETF di comparto

    Quando parliamo di ETF di comparto ci stiamo riferendo a ETF che hanno panieri che includono azioni per affinità di settore. È così che esistono – per fare un esempio – ETF che replicano un paniere di beni di aziende che si occupano di energie rinnovabili, oppure ancora di marijuana di libero consumo, o ancora di aziende che operano nel settore minerario. Ne esistono tantissimi, molto vari a livello di paniere e possono essere un’alternativa ideale per chi vuole puntare su uno specifico settore, senza necessariamente esporsi verso una sola delle aziende coinvolte.

    • ETF regionali

    Gli ETF regionali si occupano di replicare l’andamento di un paniere di azioni per area geografica. Più avanti parleremo di quelli su scala mondiale, che in realtà creano un paniere delle azioni migliori al mondo per offrire un investimento legato all’andamento dell’azionario su scala globale. Quando parliamo di ETF regionali parliamo in genere di aree ristrette – esempio, ETF azionari sui paesi del Lontano Oriente e che si propongono come strumenti per chi vuole investire in macro-aeree economiche.

    • ETF azionario mondiale

    Il già citato MSCI World è il più popolare della categoria. Ma ce ne sono comunque degli altri. In questo caso la replica è su un paniere di titoli azionari, generalmente a livello globale, pur se esistono regole diverse per diversi tipi di ETF in questa categoria. Sono molto popolari perché legano il loro andamento a panieri ben distribuiti, in grado spesso di replicare l’andamento su scala globale dell’economia.

    Esiste anche un’importantissima differenza tra ETF che hanno residenza in Europa e quelli che invece sono residenti in paesi extra-UE.

    • ETF armonizzati

    Gli ETF armonizzati sono tutti quegli ETF che seguono le regole imposte a livello europeo e che hanno domicilio all’interno di uno qualunque dei paesi dell’Unione. Sono inoltre gli unici ad essere disponibili attraverso le borse locali (cosa che però non preclude l’accesso, attraverso altri canali, da parte degli investitori anche italiani).

    La differenza maggiore tra ETF armonizzati e ETF non armonizzati è a livello fiscale. Gli ETF armonizzati infatti hanno tassazione alla fonte del 26%, ovvero in regime amministrato. Degli ETF non armonizzati invece parleremo tra poco.t

    • ETF non armonizzati

    Sono ETF non armonizzati quelli che invece non rispettano le regole di cui sopra. Le differenze, a livello operativo, sono praticamente nulle. C’è differenza però a livello di tassazione, perché in questo caso invece gli eventuali profitti concorrerebbero a formare imponibile IRPEF, cosa che nella maggioranza dei casi sarebbe meno vantaggiosa per l’investitore.

    Oggi tutti i principali ETF non europei hanno comunque una controparte domiciliata in Europa, proprio per evitare qualunque tipo di problema agli investitori dell’UE e dunque la differenza di cui sopra ha perso grande parte della propria rilevanza.

    Per quanto riguarda invece la struttura finanziaria degli ETF possiamo avere:

    • ETF con leva incorporata

    I più popolari sono quelli basati sulle materie prime. In via generale incorporano una leva finanziaria che moltiplica l’andamento di un sottostante. Con un ETF Oro a leva 3, se l’oro dovesse salire del 3%, ci troveremmo un +9% della nostra quota in ETF.

    Gli ETF con leva incorporata vanno però maneggiati con estrema cura: non possono moltiplicare soltanto i guadagni. Lo fanno anche con eventuali perdite. Le leve più comuni da incontrare sono leva 3leva 5leva 7.

    • ETF ad accumulazione

    Nel caso degli ETF a accumulazione, gli eventuali dividendi oppure interessi maturati dai titoli detenuti dal fondo, finiscono in quota capitale e aumentano dunque il valore del fondo stesso.

    • ETF a distribuzione

    In questo caso invece eventuali dividendi e eventuali interessi maturati dal fondo vengono distribuiti ai detentori delle quote. Questo tipo di ETF sono la scelta preferita di preferisce versamenti periodi da poter accantonare e – soprattutto – mantenere al di fuori del fondo stesso.

    Ultima distinzione della quale dobbiamo tenere conto quando parliamo di ETF riguarda la tipologia di replica:

    • ETF a replica fisica

    Comprendere il funzionamento degli ETF a replica fisica è semplice: il fondo si preoccupa infatti, in questo caso, di acquistare “fisicamente” tutti i titoli che compongono il suo paniere. Un ETF che segua l’andamento di S&P 100, acquisterà tutti e 100 i titoli che lo compongono, in proporzione al loro peso specifico all’interno del paniere stesso.

    Tenere in equilibrio i fondi con la replica fisica è complicato, ma degli acquisti e delle vendite se ne occupano algoritmi molto sofisticati, che riescono a garantire una replica adeguata.

    • ETF a replica sintetica

    La replica sintetica utilizza invece il ricorso a strumenti derivati anche complessi, come i contratti di swap, che rendono maggiormente fluida la rappresentazione del paniere di beni e più facile la replica in senso lato. Esistono però delle possibili complicazioni, perché trattandosi di derivati, il fondo è in realtà esposto alla possibilità che la controparte fallisca. Nei fatti oggi esistono degli importanti correttivi, che permettono all’investitore di stare tranquillo anche quando ha scelto un ETF a replica sintetica.

    Migliori ETF: quali scegliere oggi

    Selezionare 7 ETF migliori per tutti non è impresa facile. Anzi, troviamo che sia impossibile, perché sarebbe come confezionare un abito che vada bene a tutte le persone che ci circondano. Gli investimenti, anche quelli in ETF, vanno sempre valutati in relazione anche al nostro capitale, alla nostra propensione al rischio, nonché alla nostra strategia di breve, medio e lungo periodo.

    Seguendo questa inconfutabile verità, abbiamo deciso di selezionare 7 migliori ETF, scegliendo tra categorie e comparti molto diversi tra loro, permettendo a chiunque, a prescindere da quali siano le proprie propensioni e necessità, di trovare almeno 1 o 2 ETF da iniziare a considerare.

    iShares Core MSCI World UCITS USD

    ISIN: IE00B4L5Y983

    TICKER: SWDA

    CAPITALIZZAZIONE: 21 miliardi di dollari

    TIPOLOGIA: azionario internazionale

    COSTI: 0,20% annui

    VALUTA: Dollaro USA

    DIVIDENDI: accumulazione

    Andamento MSCI world index
    L’andamento dell’indice replicato da questo ETF

    È il migliore degli ETF azionari internazionali perché replica l’andamento dei migliori titoli delle migliori 23 borse a livello mondiale, pescando soltanto da quelle che fanno parte dei cosiddetti paesi economicamente avanzati. Un prodotto molto comune, ben capitalizzato, quotato in dollari e con costi particolarmente bassi.

    IDEALE PER chi vuole investire sull’azionario mondiale, con un buon prodotto diversificato.

    iShares Core S&P 500 UCITS USD

    ISIN: IE00B5BMR087

    TICKER: CSSPX

    CAPITALIZZAZIONE: 31 miliardi di dollari

    TIPOLOGIA: replica indice S&P 500

    COSTI: 0,07% annuo

    VALUTA: Dollaro USA

    DIVIDENDI: accumulazione

    Questo ETF replica l’andamento dell’indice S&P 500

    Con questo ETF iShares si dimostra ancora una volta uno dei migliori gestori di fondi al mondo. Avere una replica fisica totale al costo dello 0,07% annuo su di un fondo così liquido è musica per le orecchie di chi vuole investire.

    IDEALE PER chi vuole legare l’andamento dei suoi investimenti ai risultati dell’economia americana.

    iShares Core MSCI Europe UCITS ETF EUR

    ISIN: IE00B1YZSC51

    TICKER: IMEU

    CAPITALIZZAZIONE: 5 miliardi di euro

    TIPOLOGIA: azionario europeo – replica 15 indici UE

    COSTI: 0,07% annuo

    VALUTA: Euro

    DIVIDENDI: accumulazione

    MSCI Europe andamento
    L’andamento dell’indice di riferimento di MSCI Europe

    Potremmo ritenerlo, se davvero esistesse un mercato unico all’interno dell’UE, la controparte europea degli ETF che replicano l’andamento di S&P 500. Questo prodotto replica i 15 migliori indici europei di borsa offrendo un andamento strettamente collegato a quello delle economie degli stati membri.

    IDEALE PER chi vuole un investimento azionari diversificato sui titoli europei.

    Invesco Physical Gold A

    ISIN: IE00B579F325

    TICKER: SGLD

    CAPITALIZZAZIONE: 11 miliardi di euro

    TIPOLOGIA: ETC su Oro

    VALUTA: Dollaro USA

    COSTI: 0,15% annuo

    Invesco Physical Gold A
    L’andamento dell’ETF a replica fisica dell’ORO di Invesco

    Invesco si conferma gestore al tempo stesso economico e che può mettere sul piatto della bilancia ETF molto liquidi e molto trafficati. Questo ETF replica l’andamento dell’oro con sottostante fisico, a costi molto contenuti per la categoria.

    IDEALE PER chi vuole investire nell’oro senza passare dai CFD.

    iShares Euro Aggregate Bond

    ISIN: IE00B3DKXQ41

    TICKER: IEAG

    CAPITALIZZAZIONE: 2 miliardi di euro

    TIPOLOGIA: obbligazionario – Eurobond

    VALUTA: Euro

    COSTI: 0,25% annuo

    Chi vuole investire sulle obbligazioni europee dei paesi che ancora conservano un rating degno di investimento, troverà in questo prodotto ETF di iShares pane per i suoi denti. Al suo interno infatti troveremo un mix di titoli relativamente sicuri e dai rendimenti controllati.

    IDEALE PER chi vuole investire in obbligazioni con un portafoglio diversificato, senza gestire direttamente i titoli.

    Lyxor FTSE MIB UCITS

    ISIN: FR0010010827

    TICKER: ETFMIB

    CAPITALIZZAZIONE: 330 milioni di euro

    TIPOLOGIA: azionario italiano

    VALUTA: Euro

    COSTI: 0,35% annuo

    FTSE MIB
    In molti vedono nella parabola discendente di FTSE MIB una rappresentazione plastica della situazione economica italiana

    Chi non vuole disperare nei destini d’Italia e ritiene che il mercato di Milano abbia ancora da dire qualcosa a livello azionario, può scegliere di puntare sull’indice FTSE MIB attraverso questo ETF di Lyxor, che è il migliore per capitalizzazione e liquidità nella categoria.

    IDEALE PER chi vuole investire sulle migliori 40 azioni italiane con un solo titolo.

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    Xtrackers MSCI World Information Technology

    ISIN: IE00BM67HT60

    TICKER: XDWT

    CAPITALIZZAZIONE: 1,2 miliardi di dollari

    TIPOLOGIA: azionario per comparto – INFORMATICA

    VALUTA: USD

    COSTI: 0,30% annuo

    Chiudiamo con questo prodotto di Xtrackers anche per segnalare un ETF per comparto, ovvero quei prodotti che hanno un paniere di azioni che sono collegate tra loro per appartenenza al medesimo segmento di mercato. In questo caso si punta su di un indice che replica l’andamento del settore informatico su scala globale, con classificazione settoriale GICS.

    IDEALE PER chi vuole puntare sul mercato tech e avere un prodotto assolutamente diversificato, per quanto possa esserlo un prodotto che ha in paniere titoli dello stesso comparto.

    Pro e contro dell’investimento in ETF

    Gli ETF sono strumenti molto popolari oggi, soprattutto tra chi è stanco del risparmio a gestione attiva da parte di terzi, notoriamente molto caro e con risultati che non sempre giustificano gli importantissimi costi di gestione.

    Punti a favore degli ETF

    DIVERSIFICAZIONE: scegliendo ETF con panieri ampi, i cosiddetti broad market, che possono rappresentare un indice di borsa o una selezione di azioni, abbiamo effettivamente accesso a prodotti finanziari ben diversificati, pur acquistando un solo titolo. La diversificazione rimane una delle strategie più importanti per chi vuole distribuire il rischio dei propri investimenti.

    COSTI: i costi coinvolti nella gestione degli ETF sono enormemente più bassi di quelli che siamo abituati a vedere in fondi comuni di investimento, oppure nelle polizze vita e ancora in prodotti di risparmio gestito come PIR e PAC. Questo perché la gestione passiva permette di abbattere le commissioni di gestione. Sui prodotti con buona liquidità e replica semplice, difficilmente si supera lo 0,40% su base annua, con alcuni ETF che arrivano a costare meno dello 0,10%.

    GESTIONE PASSIVA: la gestione passiva è più trasparente e su questo non c’è assolutamente nulla da dire. Quello che l’ETF andrà a replicare è scritto nel contratto di sottoscrizione e non lascia alcun margine di operatività ai gestori del fondo.

    Exchange Traded: ci torniamo ancora una volta, perché il fatto che gli ETF siano acquistabili (e vendibili) sulle borse regolamentate è un vantaggio importante anche quando in realtà decidiamo di investire in ETF passando da intermediari in CFD.

    Punti a sfavore degli ETF

    Non esistono strumenti perfetti e neanche gli ETF lo sono. Esistono degli svantaggi, almeno per talune categorie di investitori, che potrebbero rendere gli Exchange Traded Fund prodotti finanziari non adatti.

    RISCHIO: è ovviamente correlato a quanto viene offerto in termini di paniere di replica. Un ETF azionario sui paesi emergenti sarà sicuramente più rischioso di un ETF che invece opera nel settore obbligazionario dei bond tripla A. Rimane tuttavia chiara la situazione della gran parte degli ETF azionari: sono prodotti rischiosi, con un profilo sintetico di rischio che va da 4 a 7.

    GESTIONE: la gestione degli ETF è passiva. Ma comunque c’è. Non sarà l’investitore a decidere quali sono gli strumenti che vengono inclusi all’interno di un determinato ETF.

    Sono sicuramente punti a sfavore non generali e comunque correlati direttamente alla struttura, alla modalità stessa di investimento che gli ETF rappresentano. Possono essere pertanto lati negativi che riguardano direttamente soltanto coloro i quali non si trovano a far parte di quella tipologia di risparmiatori che invece degli ETF potrebbero fare tesoro.

    Imparare ad investire in ETF

    Le risorse didattiche per imparare ad investire in ETF sono molte, anche tra quelle che vengono distribuite gratuitamente online. Segnaliamo per i nostri lettori i migliori video corsi e migliori libri che possano aiutare da un lato a comprendere il funzionamento degli ETF, dall’altro invece ad acquisire conoscenze di carattere più squisitamente operativo.

    ETF: Migliori videocorsi

    Prima di passare all’individuazione dei 2 videocorsi migliori sugli ETF è bene fare una doverosa premessa: diffidare sempre da chi vi promette di diventare ricchi scegliendo questo o quel prodotto finanziario, inclusi i fondi di cui parliamo in questo approfondimento.

    Il circolo è infatti sempre il medesimo: una sovra-rappresentazione degli aspetti positivi degli ETF, senza parlare degli aspetti che invece potrebbero essere problematici, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di mercati.

    Dal canto nostro ci siamo impegnati a segnalare i migliori videocorsi sugli ETF, di riconosciuti professionisti che, almeno sul breve, non hanno alcun interesse a vendere prodotti collegati.

    • ETF Cosa Sono? Il video manuale completo di SegretiBancari

    Una lezione breve, ma densa di contenuti da parte di chi riteniamo essere uno dei migliori divulgatori italiani. Ottimo approfondimento che permette di capire, senza giri di parole, l’essenza degli Exchange Traded Funds.

    • 5 segreti per scegliere l’ETF perfetto in qualsiasi momento, di Io Investo

    Anche questo è un breve corso che permette però di comprendere quali siano i fattori da tenere in considerazione quando si sceglie un ETF. Un video forse non essenziale e neanche necessario, ma che può essere un buon passo in avanti per chi ha già compreso il funzionamento di questi strumenti.

    Migliori libri sugli ETF (anche .Pdf)

    Abbiamo selezionato per i nostri lettori anche 5 libri sugli ETF (e una sorpresa alla fine della classifica) per chi preferisce apprendere seguendo testi strutturati.

    • Investire con gli ETF e gli ETC di Gabriele Bellelli

    Testo fondamentale e completo, che si occupa di ETF, ETC e anche di costruzione del portafoglio. Forse il più organico dei testi disponibili in lingua italiana. Il prezzo è importante, ma dovrebbe essere considerato come un investimento nell’investimento.

    • Investing in ETF for dummies di Russell Wild

    Della popolare serie for Dummies, ecco un testo che si occupa in modo semplice e lineare del funzionamento degli ETF e delle modalità di investimento alle quali garantiscono accesso. In attesa della traduzione in italiano, dovremo accontentarci della versione inglese.

    • The ETF Handbook di David J. Abner

    Anche questo testo è in inglese e dal costo sicuramente non contenuto. Ma spendere 70 euro circa per quella che è l’autentica bibbia degli ETF a livello mondiale, è sicuramente un ottimo investimento. Testo completo, scolastico e operativo.

    • ETF: una guida facile agli investimenti fai da te. di Edoardo Mezza

    Testo sicuramente entry level, in parte romanzato e poco tecnico. Ma rimane un ottimo testo per chi vuole cominciare a capire come funziona il mercato degli ETF e vuole anche cimentarsi con la costruzione del primo portafoglio.

    • Funzionamento, scelta e gestione dei fondi comuni di investimento. L’approccio dell’investitore, di Oscar Domenichelli

    Un testo che si occupa in realtà marginalmente degli ETF, ma che comunque può essere utile sia per ci ha bisogno di fare un raffronto tra quello che viene offerto dai fondi a gestione attiva e i fondi a gestione passiva, sia per chi invece vuole saperne di più di risparmio gestito classico.

    Segnaliamo, al termine della nostra rassegna di testi sugli ETF, anche due PDF che possono essere di grande utilità per chi vuole saperne di più su questo tipo di strumenti.

    Un pdf essenziale che raccoglie slide approfondite da una delle più importanti banche d’affari del mondo. Un buon punto di partenza per capire il funzionamento degli ETF e per conoscerne anche il contorno operativo.

    Relazione di Silvia Bosoni e Demis Todeschini, rispettivamente responsabili del listing di ETF sulla borsa italiana e dell’analisi degli stessi. Buon prodotto in PDF, con dati importanti sia di carattere quantitativo che di carattere analitico.

    Conclusioni

    Gli exchange traded funds presentano delle caratteristiche uniche, che li rendono particolarmente appetibili per tutta una serie di investitori. Abbiamo analizzato tutto quanto è effettivamente collegato a questo tipo di strumenti, in ogni aspetto sia operativo che di composizione.

    Queste informazioni possono essere utili a chi dovrà prendere una decisione importante con il suo capitale, ovvero quella di investire o non investire attraverso questi strumenti.

    Non possono esistere – vale la pena di sottolinearlo – dei silver bullet nel mondo della finanza e degli investimenti, ovvero degli strumenti che siano la soluzione di qualunque tipo di problema. Conoscere gli ETF deve servire proprio a questo scopo: comprendere se siano adatti o meno al nostro portafoglio e in linea con le nostre aspettative sul mercato.

    Glossario sugli ETF: domande e risposte frequenti

    Cosa sono gli ETF? Sono strumenti che permettono di investire in panieri di beni, a replica automatica e gestione passiva.
    Su quali asset puntano gli ETF? Tipicamente replicano gli indici azionari. Sono molto popolari anche quelli sulle materie prime e sulle valute.
    Quanto si paga in commissioni? Per la gestione degli ETF poco (sempre molto meno dell’1%). Per la compravendita, dipende dal broker che avremo scelto.
    Dove posso comprare ETF? La borsa di Milano ne quota a centinaia. Qualunque broker di trading online offra accesso a quella borsa è indicato per gli ETF. Chi vuole di più, dovrà utilizzare un broker con accesso anche ad altri mercati.
    Conviene investire in ETF? Sono uno strumento economico per avere in portafoglio un po’ di diversificazione. Sono tra gli strumenti più convenienti sulla piazza.
    Posso vendere allo scoperto gli ETF? . I broker CFD che permettono di accedere a questo mercato consentono anche di operare allo scoperto, per puntare sul ribasso del valore di un determinato ETF.
    Ci sono alternative agli ETF per investire sugli indici? . I CFD sugli indici sono l’alternativa principale che possiamo utilizzare per fare trading su NASDAQ, S&P, CAC 40, DAX 30, FTSE MIB.
    Glossario sugli ETF – Domande e Risposte comuni