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Appetiti long degli speculatori sull’Euro. Si attendono dati miti da inflazione USA. Salari UE spaventano

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Written by Gianluca Grossi
Attivo come analista economico dal 2009, collaboro con TradingOnline.com dove fornisco approfondimenti sul Forex, sulla macroeconomia e sul mercato azionario, prestando particolare attenzione alle economie in ascesa quali quelle di Turchia, Brasile, Indonesia e Cina. Ricopro inoltre il ruolo di caporedattore per il rinomato giornale online Criptovaluta.it, una risorsa chiave per chi è interessato al settore delle criptovalute e del Bitcoin. Il mio interesse si estende al mercato degli ETF, soprattutto quelli negoziati a New York, mantenendo sempre un'attenta osservazione sulle dinamiche di mercato.
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C’è una possibilità long per l’euro nei confronti del dollaro? Le questioni che agitano i mercati a poche ore dai dati più importanti della settimana, sono molteplici. E potrebbero causare un’inversione del trend e – cosa più interessante – qualcosa di assolutamente inaspettato fino a pochi giorni fa. Tutto questo mentre martedì avremo i dati sui prezzi della produzione industriale negli USA e mercoledì quelli, ben più attesi, sull’inflazione che riguarda i prezzi per i consumatori. E il contesto generale è quello di una grande confusione esacerbata anche da quanto sta avvenendo a migliaia di chilometri sia da Washington, sia da Francoforte.

In Europa i tagli a giugno hanno incontrato un primo ostacolo, che è quello della crescita dei salari che continua e che potrebbe continuare a trasmettersi ai prezzi, vanificando almeno in parte gli sforzi fatti fino ad ora per un ritorno verso il target del 2% per l’inflazione. E se non bastasse, in diversi stanno puntando su letture più fiacche per l’inflazione negli USA. Questo secondo quanto testimoniano le posizioni sulle opzioni EUR/USD, mai così bullish sull’euro da febbraio 2024.

Appetiti long sull’Euro

La confusione continua: mercati in visibilio per i dati sull’inflazione USA (e non solo

La situazione è quella che è. E chi ama la bassa volatilità e la stabilità dei cambi tra le principali divise potrebbe uscire da questa settimana con un alto grado di frustrazione. Le questioni sul tavolo sono d’altronde molte. Da Washington arriveranno due dati di enorme importanza: il primo è quello dei prezzi alla produzione, e poi il giorno successivo quello dei prezzi per i consumatori. I mercati, per ora, sembrano posizionarsi su una lettura che sarà più fiacca rispetto alle aspettative. In altre parole un’inflazione più bassa delle attese, che potrebbe riportare in auge tagli ai tassi di interesse prima di settembre negli USA.

Non sono però soltanto le questioni americane a tenere banco. In tanti si stanno posizionando su un possibile rimbalzo dell’euro che potrebbe arrivare dai primi dubbi sui tagli a giugno, che fino a qualche giorno fa erano dati come per scontati.

A pesare sono i dati sui salari, che continuano a crescere a ritmo troppo sostenuto per pensare che non si trasmettano poi sui prezzi e per pensare che non possano contribuire ad un ritorno di fiamma dell’inflazione. È già un problema concreto? No. Ha già costretto a rinviare i tagli di giugno? No. Ma siamo certi che alla Banca Centrale Europea se ne parlerà, perché se ne dovrà parlare. E anche su questo i mercati, o almeno certi operatori di mercato, stanno puntando per alzare le scommesse long sull’euro.

Euro speculazioni
Euro al centro delle speculazioni

La settimana che risolverà il trend

A prescindere dalle pur dotte elucubrazioni degli operatori di mercato, saranno i numeri, ancora una volta, a parlare. Appuntamento nel pomeriggio di oggi e poi nel pomeriggio di domani, mentre i mercati di rischio sembrano giocare d’attesa. Non sarà probabilmente la stessa storia per quelli del Forex sul breve periodo, per una settimana che potrebbe davvero fare la fortuna di chi è in grado di muoversi su mercati con forte volatilità.

Saranno ore di passione, con i mercati che potrebbero però anche essersi sbagliati, per quanto stiano cercando di coprirsi con le opzioni. Quelle long sull’euro sono a livelli mai così alti da febbraio 2024. Che abbiano ragione questa volta hedge e speculatori, dopo essersi fatti prendere in contropiede dall’estrema forza del dollaro?

Conteranno solo i numeri, che sono poi la Cassazione di ogni tentativo di anticipare i mercati: decideranno loro se il possibile rimbalzo dell’euro avrà vita breve, lunga, oppure se non vedrà mai la luce. Per tutti gli altri, quelli che la volatilità non la sopportano, sarà tempo per rimanere a bordo campo.

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