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Short squeeze sul mercato del rame: i fondi corrono ai ripari cercando metallo fisico disperatamente

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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In un momento in cui i mercati continuano a osservare con diletto e interesse ciò che succede sul mercato delle meme stocks, c’è un altro short squeeze che si sta verificando. In questo caso però non ha a che fare né con titoli azionari né con gli utenti di Reddit, ma soltanto con le dinamiche del mercato e con un po’di speculazione da parte dei trader istituzionali di Wall Street. Si tratta del mercato del rame che, sulle Borse americane, è già entrato completamente in una fase di short squeeze. I grandi fondi che hanno posizioni di vendita allo scoperto, in questo momento, stanno facendo tutto il possibile per comprare metallo fisico su altre Borse per coprire le loro posizioni.

Uno short squeeze è una situazione che si manifesta nel momento in cui tanti investitori hanno posizioni di vendita allo scoperto aperte su un certo asset, e il prezzo di quell’asset comincia ad aumentare rapidamente. La domanda toglie liquidità dal mercato e poi arriva un’ulteriore aumento della domanda dovuto ai primi venditori allo scoperto che cominciano a coprire le posizioni, spingendo ulteriormente a rialzo il prezzo e togliendo ancora più liquidità dal mercato. A questo punto potrebbe non esserci più sufficiente offerta per tutta la domanda che proviene dagli short seller in cerca di copertura per le loro posizioni, condannandoli a una perdita che può diventare molto alta.

presentazione della notizia su short squeeze sul mercato del rame
Il rame continua a essere un mercato molto difficile da prevedere

I grandi trader corrono ai ripari

Le due più grandi società esposte in maniera importante alla vendita allo scoperto sul rame sono Trafigura e IXM. Entrambe hanno sede in Svizzera; la prima società è un colosso del trading di materie prime e uno dei più grandi fornitori di rame sul mercato del Nord America, mentre la seconda è una società di proprietà cinese che ha sede a Ginevra. Le due aziende insieme sono fornitori essenziali di liquidità e rame per il mercato delle materie prime di Chicago, il più grande degli Stati Uniti per quanto riguarda il trading di materie prime. Entrambe hanno una forte esposizione alla vendita allo scoperto sui prezzi locali, cercando un’operazione di arbitraggio dovuta al fatto che i prezzi in altre aree del mondo sono più bassi di quelli americani.

Con il ponte di Baltimora ancora distrutto e una forte pressione sul prezzo del rame, che la settimana scorsa ha visto un rally del 14% sulle Borse USA, il tempo stringe. IMX e Trafigura stanno cercando disperatamente di trovare metallo fisico in altri luoghi del mondo, organizzando le spedizioni più veloci possibili verso gli States per mettere liquidità sul mercato e coprire le posizioni di vendita allo scoperto. Gli ordini sono stati piazzati soprattutto presso i produttori in Australia e in America Latina, ma secondo gli analisti ci vorranno settimane prima che le consegne arrivino negli Stati Uniti.

grafico prezzo del rame negli ultimi 6 mesi
Andamento del prezzo del rame negli ultimi 6 mesi

La corsa dei prezzi non si ferma

Fino a un mese fa, i trader vedevano il prezzo del rame negli Stati Uniti oscillare intorno a 8.500$ per tonnellata. Sembrava che l’offerta fosse superiore alla domanda e che avrebbe continuato a esserlo ancora per diverso tempo, ma una serie di notizie in rapida successione hanno cambiato l’equilibrio del mercato. Il governo cinese ha annunciato forti investimenti in infrastrutture, le previsioni aggiornate negli USA mostrano una previsione di domanda superiore alle attese e le imprese legate alla produzione di microchip hanno piazzato ordini molto grandi per avere il rame necessario a costruire chip per l’AI. Alla fine il risultato è che il prezzo è aumentato vertiginosamente in poco tempo, cogliendo alla sprovvista chi stava vendendo allo scoperto.

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