Il collasso del ponte di Baltimora stravolge la supply chain del carbone: export USA nel caos

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Ormai tutto il mondo ha visto le immagini del collasso del ponte di Baltimora, che nella notte è stato colpito da una nave cargo. Il ponte è crollato in pochi istanti, con la scena che è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza e pubblicata sui social media poco dopo. Quello che risulta più difficile vedere è il problema che questo crollo rappresenta per il mercato del carbone: il porto di Baltimora è stato il secondo più importante negli Stati Uniti per volumi di export nel corso del 2023, subito dopo quello di Norfolk in Virginia. Anche se il carbone è considerato una forma di energia altamente inquinante e da cui la maggior parte dei paesi del mondo sta cercando di affrancarsi, ancora oggi rimane un elemento essenziale per il sistema energetico di molti paesi.

Gli USA hanno ormai superato da tempo il loro picco nell’utilizzo del carbone, ragion per cui sono diventati degli esportatori netti di questa materia prima. Solo nei primi 9 mesi del 2023, dal porto di Baltimora sono stati esportate 20,3 milioni di tonnellate di carbone, in aumento rispetto ai 14,3 milioni di tonnellate dello stesso periodo nel 2022. Questo hub per l’esportazione è considerato un punto di riferimento per paesi importatori come Cina e India, ancora molto legate alle centrali a carbone. Ora la supply chain dovrà trovare una soluzione, con i prezzi della commodity che già nelle prime ore di oggi hanno corso in Borsa.

presentazione della notizia su crollo di ponte di Baltimora e effetti su supply chain
Almeno sei persone restano disperse dopo il crollo del ponte Francis Scott Key

Disastro al ponte di Baltimora

Tutto è iniziato all’1.04, ora locale, quando la nave cargo Dali è salpata alla volta dello Sri Lanka carica di container. Venti minuti dopo la nave si trova ad approcciare il passaggio attraverso il ponte di Baltimora, un’operazione di routine per l’esperto team che ne era alla guida. Sembra però che la nave abbia sofferto un guasto tecnico, con le immagini che rivelano come tutte le sue luci si siano spente all’improvviso. In quel momento è anche iniziato a emergere del fumo dalla sala macchine, rafforzando l’ipotesi di un guasto. Le cose sono andate precipitando all’1.27, quando la nave colpisce il ponte: la Guardia Costiera ha ricevuto il report di collisione è si è mobilitata per attivare i soccorsi, con diverse persone finite in acqua.

Oltre al costo umano, c’è un importante costo economico. Il porto di Baltimora è il nono porto più importante degli Stati Uniti, muovendo ogni anno 50 milioni di tonnellate di beni destinati al commercio internazionale. Tanti prodotti industriali, ma soprattutto carbone: da oltre un secolo, questo è uno dei motori economici della regione. Il Presidente Joe Biden ha già dichiarato che i costi di ricostruzione saranno interamente coperti dal governo federale, ma comunque ci vorranno mesi prima di rimettere in sesto la struttura: in meno di 5 minuti dall’impatto, la gran parte del ponte è stata sommersa dall’acqua.

grafico prezzo del carbone
I futures sul carbone sulle diverse Borse sono in rialzo del 1,2-1,7% per oggi

Impatto anche per l’acciaio

Dei 20,3 milioni di tonnellate di carbone trasportati attraverso il ponte di Baltimora nei primi mesi del 2023, 13,3 milioni di tonnellate erano destinati alla produzione di energia e 7 milioni di tonnellate erano destinate alla produzione metallurgica. Combinando il carbonio prodotto dalla combustione del carbone al minerale di ferro, si ottengono prodotti come l’acciaio e la ghisa. Quantomeno nel breve termine ci si aspetta che anche il prezzo dell’acciaio possa andare incontro a una spinta rialzista per mancanza di offerta, quantomeno finché la supply chain delle forniture di carbone non avrà trovato un riequilibrio. La speranza è quella di poter trovare un sistema di trasporti efficiente per dirottare le spedizioni verso i porti vicini a quello di Baltimora.

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