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UE impreparata a implementare le leggi anti-deforestazione: l’allarme dell’industria agroalimentare

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Secondo la più grande associazione di commercianti di cereali in Europa, l’Unione non è pronta a implementare le leggi anti-deforestazione che sono state già approvate e che dovrebbero entrare in vigore a partire dalla fine di dicembre. Secondo l’associazione, malgrado le regole siano chiare, l’aspetto pratico è ancora estremamente complicato e mancano i chiarimenti necessari affinché le imprese del settore possano attrezzarsi per far rispettare tali regole. L’appello sembra essere chiaramente volto a favorire la lobby degli importatori di cereali, carne e altre materie prime, ma le accuse che vengono rivolte all’UE sono molto concrete e poggiano su basi solide.

Per cercare di arginare i livelli di deforestazione in tutto il mondo, l’Unione Europea ha passato questi regolamenti che prevedono di non poter più importare nel territorio UE i prodotti che provengono da aree deforestate dopo il 2020. La richiesta vale per tutte le principali commodities del settore agrario: caffè, cacao, carne, gomma, legname, olio di palma e soia sono quelle da cui ci si attende il maggior impatto in termini di sostenibilità. Le normative sono state già ampiamente criticate dai paesi che esportano queste materie prime verso l’Unione Europea, ma ora stanno venendo prese d’assalto anche internamente.

presentazione della notizia su leggi anti-deforestazione criticate da Cocereal
Cocereal accorpa tutte le singole associazioni nazionali per il commercio dei cereali dei paesi europei

Bene la teoria, male la pratica

L’associazione Cocereal, che raccoglie al suo interno imprese di piccole e grandi dimensioni coinvolte nell’importazione di materie prime in Europa, non critica il razionale dietro alle normative o il modo in cui queste potrebbero beneficiare l’ambiente. Piuttosto critica il fatto che i due enti responsabili per argomentare in modo appropriato i criteri di compliance, cioè la Commissione Europea e le autorità dei singoli Stati, non siano pronte a questo cambiamento. Anche volendo rimanere all’interno dei nuovi regolamenti, è necessario un sistema che permetta di mostrare le dovute certificazioni e un elenco preciso di documenti da presentare alle dogane.

Non è affatto semplice controllare la provenienza dei prodotti, soprattutto dal momento che non è chiaro chi dovrebbe essere responsabili delle certificazioni: devono essere i produttori o gli importatori? Quali sono i documenti da mostrare? L’UE non ha preparato nessuna spiegazione in merito e nessuna piattaforma in grado di gestire la parte informatica di questi processi. Le imprese hanno pochi mesi per adattarsi e i loro fornitori altrettanto, ma in mancanza di indicazioni precise non sarà possibile. Inoltre le aziende potranno essere sanzionate con multe molto salate, fino al 4% sul fatturato generato all’interno dell’Unione Europea, nel caso in cui vengano ritenute in violazione delle norme anti-deforestazione.

Ogni anno, l’UE importa €158 miliardi di materie prime agricole

Possibile un passo indietro dell’UE

Vista la situazione attuale, Cocereal -ma non solo- si prospetta un cambiamento delle normative europee o quantomeno un rimando della data di entrata in vigore. Non solo, ma in questo momento il vento politico del Parlamento Europeo è cambiato drasticamente: dopo il forte passo indietro dei verdi, che prima erano parte-chiave della coalizione di maggioranza, ora l’estrema destra potrebbe cambiare rotta su queste politiche. Partiti come Fratelli D’Italia in Italia e Rassemblement National in Francia hanno criticato aspramente molti dei regolamenti europei sulla sostenibilità, inclusi quelli sulla deforestazione. Il nuovo Parlamento sarà senz’altro più attirato dall’ipotesi di rimandare l’entrata in vigore e non è detto che non possa direttamente cancellare il regolamento per risolvere il problema alla radice.

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