Brasile: nuove misure contro deforestazione dell’Amazzonia

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Written by Chiara Ricciato
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Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha presentato lunedì 5 giugno un piano per porre fine alla deforestazione illegale dell’Amazzonia, una promessa fondamentale della sua campagna elettorale, che rappresenta un passo cruciale per affrontare le significative emissioni di carbonio del Paese nella regione.

Questa strategia, che verrà implementata nel corso di quattro anni, fornisce una tabella di marcia per raggiungere l’ambizioso obiettivo di fermare la deforestazione illegale entro il 2030. Tuttavia, il mandato dell’attuale presidente terminerà l’1 gennaio 2027, per cui l’attuazione completa del programma dipenderà anche dalla volontà di chiunque gli succeda di continuare il lavoro.

L’amministrazione di Lula ha anche promesso di raggiungere la deforestazione netta zero: si impegna, dunque, a ripiantare quanto viene abbattuto, ripristinando così le riserve di vegetazione nativa come compensazione per la rimozione legale della vegetazione.

immagine di presentazione della notizia sulle nuove misure del Brasile per combattere la deforestazione
Il presidente brasiliano Lula annuncia un piano decennale per salvaguardare la foresta pluviale più grande del mondo

Il Paese si impegna a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi

Il Brasile è il quinto maggior emettitore di gas serra al mondo, con quasi il 3% delle emissioni globali. La deforestazione è responsabile di quasi la metà delle emissioni di carbonio del Paese e ciò rende urgente l’adozione di misure concrete per contrastare questo problema.

Lula ha annunciato che il governo rivedrà gli impegni internazionali del Brasile per ridurre le emissioni, tornando ai livelli promessi nel 2015 durante l’Accordo di Parigi. Il Paese, infatti, si era impegnato a ridurre le emissioni del 37% entro il 2025 e del 43% entro il 2030, ma questi sforzi sono poi stati ridimensionati dal predecessore di Lula, il presidente di estrema destra Jair Bolsonaro.

Come parte dell’annuncio, Lula ha anche ampliato un’unità di conservazione nell’Amazzonia di 1.800 ettari, nonostante le critiche degli ambientalisti. Il suo governo si è impegnato a dare priorità all’allocazione di 57.000.000 di ettari di terreni pubblici non protetti, un’area equivalente approssimativamente alla dimensione della Francia. Inoltre, è stato affermato che il Brasile tornerà a essere un punto di riferimento globale per la sostenibilità, affrontando il cambiamento climatico e raggiungendo gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio e deforestazione zero.

Le nuove misure segnano la quinta fase di una grande iniziativa chiamata Piano d’Azione per la Prevenzione e il Controllo della Deforestazione Legale nell’Amazzonia. Creato 20 anni fa, durante il primo mandato di Lula, il piano è stato in gran parte responsabile della riduzione della deforestazione dell’83% tra il 2004 e il 2012, ma è stato sospeso durante il mandato di Bolsonaro.

Oltre a stimolare la bioeconomia, con progetti come la pesca sostenibile del pirarucu, il pesce più grande dell’Amazzonia, e la produzione di acai, una pianta della famiglia delle palme diffusa in Amazzonia che produce bacche, come alternativa all’allevamento di bestiame, il programma stabilisce anche misure per il monitoraggio e l’applicazione della legge più rigorosi e l’istituzione di nuove unità di conservazione.

Tuttavia, ci sono sfide da affrontare. Il Congresso brasiliano, infatti, ha recentemente imposto limitazioni alla ministra dell’Ambiente, Marina Silva. Inoltre, ci sarà bisogno di combattere i gravi ostacoli che si prospettano nel Congresso per approvare misure distruttive. Nonostante ciò, gli esperti vedono il piano d’azione come un passo cruciale per la ricostruzione della governance ambientale del Brasile e la lotta contro la deforestazione.

immagine di gruppo di persone che unisce le mani per sorreggere della terra da cui nasce una piantina
L’80% delle foreste protette nel mondo è controllato da comunità tradizionali

Nuove sovvenzioni per famiglie povere

Dopo la serie di annunci del presidente Lula, e di pari passo con le sue nuove misure contro la deforestazione, anche la ministra dell’Ambiente ha annunciato un programma sociale per sostenere le famiglie povere impegnate nella protezione delle foreste, con l’obiettivo di aumentare la conservazione dell’Amazzonia. Il piano, chiamato Bolsa Verde, inizierà nella regione amazzonica e successivamente verrà esteso ad altri biomi del Paese, come la Foresta Atlantica e il Cerrado, una grande savana tropicale.

Il piano Bolsa Verde prevede sovvenzioni finanziarie per le famiglie coinvolte nella protezione ambientale. Inizialmente, il programma supporterà 30.000 famiglie, ma non è ancora stata annunciata una data di lancio. Anche in questo caso, un programma simile era stato sospeso dall’ex presidente di estrema destra nel 2019.

Secondo Silva, l’80% delle foreste protette nel mondo è controllato da comunità tradizionali. Il governo intende, quindi, riconoscere il valore dei servizi ambientali offerti da queste persone, remunerandole adeguatamente per il loro impegno nella protezione delle foreste.

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