Ferro, le esportazioni dall’Australia ai massimi dal 2020

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Le esportazioni di minerale di ferro dalla parte Ovest dell’Australia hanno raggiunto il loro massimo livello da tre anni a questa parte. La regione è una delle più importanti al mondo nel mondo dell’estrazione mineraria, con un peso specifico molto grande soprattutto sul mercato del minerale di ferro. Questo minerale viene poi lavorato per essere trasformato in ferro, ghisa, acciaio e altre leghe. Il fatto che i livelli di estrazione ed esportazione siano così alti è un segnale ribassista per il prezzo del minerale di ferro, ma è al tempo stesso positivo per la riduzione dell’inflazione e per le imprese che si occupano di immobiliare o di infrastrutture.

Per chi non fosse familiare con le dinamiche del mercato minerario, l’Australia è il più grande esportatore al mondo di minerale di ferro. La produzione annua era di 930 milioni di tonnellate nel 2019, prima che la pandemia portasse a problemi nella gestione delle miniere e nell’esportazione del minerale. Il Brasile, il secondo maggior produttore al mondo, ne estrae appena la metà. Al terzo posto si colloca poi la Cina, con 350 milioni di tonnellate. Non soltanto la regione ovest dell’Australia è il cuore pulsante dell’estrazione mondiale di ferro, ma è anche una di quelle che dedica la percentuale più alta del minerale estratto alle esportazioni all’estero.

presentazione della notizia sul boom di export di minerale di ferro dall'Australia
Il volume di export dall’Australia è uno dei fattori più monitorati per valutare l’offerta di minerale di ferro in tutto il mondo

I produttori spingono sull’acceleratore

Il boom di offerta si deve a una spinta comune sulla produzione da parte delle principali società coinvolte nel business dell’estrazione. Principalmente, nella regione ovest dell’Australia, sono tre aziende ad avere una forte presenza: Rio Tinto, Roy Hill e Fortescue Metals. Rio Tinto in particolare è una delle società più rilevanti al mondo nel settore dell’estrazione mineraria, con operazioni molto grandi soprattutto nel mercato dell’oro. Le tre aziende, secondo i dati dell’ultima settimana, hanno spedito il 24% di minerale in più dall’inizio dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo assicura un’offerta in aumento sul mercato del ferro, con prezzi che si stanno nettamente abbassando rispetto agli anni scorsi.

Una delle industrie che sicuramente può beneficiare di queste notizie è l’automotive, una delle filiere che compra più derivati del minerale di ferro -principalmente acciaio- in assoluto. Il ritrovamento dei livelli produttivi fa sorridere anche il mercato delle infrastrutture e quello immobiliare, entrambi molto esposti all’andamento del prezzo del minerale di ferro e dei prodotti che ne derivano. Notizie impattanti soprattutto per le imprese cinesi, destinatarie dell’83% delle spedizioni originate dall’Australia nella scorsa settimana. Grazie alla vicinanza geografica all’Australia, la Cina riesce ad assicurarsi approvvigionamenti economici di minerale di ferro con cui alimentare la potenza industriale nazionale.

nave cargo che trasporta materie prime
Le spedizioni via mare dall’Australia forniscono alle imprese cinesi un metodo conveniente per rifornirsi di minerale di ferro

Prezzi dimezzati in meno di un anno

Lo scorso anno, in questo periodo, il prezzo del minerale di ferro era diventata una seria preoccupazione per molte filiere produttive. I prezzi avevano superato i 200$ per tonnellata, arrivando a toccare i 214$ per tonnellata secondo le quotazioni della Banca Mondiale. Oggi lo stesso minerale di ferro vale meno della metà sul mercato internazionale, con il prezzo spot che oggi si trova a 105$ per tonnellata. La produzione e le esportazioni sono ritornate sui livelli pre-pandemia, assicurando un’offerta ampia al mercato. Anche i problemi logistici dovuti alla pandemia sono ormai finalmente del tutto alle spalle, permettendo alle industrie minerarie di spedire il minerale ai clienti in modo efficiente.

I prezzi del minerale di ferro sono in caduta non solo per l’elevata produzione, ma anche per i problemi con la domanda cinese. La ripartenza economica cinese, dopo la fine delle politiche zero Covid, non è stata veloce quanto sperato. Soffrono soprattutto l’automotive e l’immobiliare, due settori che incidono molto sulla domanda di acciaio. Attualmente si stima che il 98% del minerale di ferro venga convertito in acciaio, per cui le due quotazioni si influenzano molto a vicenda. Con l’attività industriale in Cina che ha deluso le aspettative di Wall Street e gli esportatori di minerale di ferro che accelerano sulle esportazioni, attualmente il mercato mostra dei fondamentali piuttosto ribassisti.

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