Parla François Villeroy: BCE andrà avanti con i tagli, nonostante contesto geopolitico esplosivo

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Written by Gianluca Grossi
Attivo come analista economico dal 2009, collaboro con TradingOnline.com dove fornisco approfondimenti sul Forex, sulla macroeconomia e sul mercato azionario, prestando particolare attenzione alle economie in ascesa quali quelle di Turchia, Brasile, Indonesia e Cina. Ricopro inoltre il ruolo di caporedattore per il rinomato giornale online Criptovaluta.it, una risorsa chiave per chi è interessato al settore delle criptovalute e del Bitcoin. Il mio interesse si estende al mercato degli ETF, soprattutto quelli negoziati a New York, mantenendo sempre un'attenta osservazione sulle dinamiche di mercato.
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François Villeroy de Galhau ha concesso un’intervista Les Echos, che è stata pubblicata poche ore fa e che sarà utile a chi investe sul mercato Forex per capire quali saranno i prossimi intendimenti per quanto riguarda la politica monetaria dell’area euro, con Villeroy che è uno dei membri più influenti del consesso che in Europa decide, tra le altre cose, i tassi di interesse. Il tema – in un momento di massima confusione per tutto il comparto – rimane quello dei tagli ai tassi di interesse nell’aera euro e delle possibili modifiche a quanto sappiamo già, ovvero i tagli previsti a giugno, che potrebbero arrivare a causa delle ulteriori complicazioni in Medio Oriente.

Villeroy è stato più netto e certamente più netto dei banchieri centrali che abbiamo sentito parlare negli ultimi giorni e nelle ultime settimane. A meno di clamorosi stravolgimenti infatti, si procederà con i tagli anche se la situazione in Israele, Iran e Striscia di Gaza dovesse impattare in modo concreto e al rialzo sui prezzi del greggio. Una situazione certamente da scongiurare, sia per questioni umanitarie (ben più importanti) che per questioni finanziarie.

Villeroy ci prova

BCE andrà avanti per la sua strada con i tagli

Sui tagli di giugno per l’area euro ci sono ormai pochissimi dubbi: si procederà con un taglio di 25 punti base già nella prima settimana di giugno, per la quale è prevista per l’appunto la riunione che deciderà sui tassi di interesse di riferimento. Una posizione piuttosto netta, che però nelle ultime giornate è stata messa in dubbio dall’escalation, poi parzialmente disinnescata, per quanto riguarda la situazione tra Israele e Iran, con Tel Aviv che ha risposto al plateale attacco iraniano, e con la questione che almeno per il momento sembrerebbe essere chiusa qui.

La preoccupazione maggiore per i mercati, almeno per il momento, è quella di vedere i prezzi del greggio salire ulteriormente a causa appunto di una situazione geopolitica che, per quanto in standby, potrebbe presto tornare a far parlare di sé, ad agitare i mercati (in particolare quelli legati al petrolio) e dunque mettere a repentaglio la risoluta convinzione di BCE che sia arrivato il momento per i primi tagli.

Sul tema è intervenuto appunto Villeroy, plenipotenziario francese in termini di politica monetaria nonché membro molto influente per BCE – che ha confermato però l’assoluta intenzione della Banca Centrale Europea a procedere con tagli quanto mai necessari. Questo a patto però che non ci siano stravolgimenti che dovranno però essere di grande entità al fine di modificare una decisione che tutti percepiscono come già presa.

Forex Euro analisi
Euro sotto osservazione da parte degli operatori Forex

Sicuri del raggiungimento del target del 2% per il prossimo anno

La situazione descritta da BCE è la seguente, ed è stata ripetuta parola per parola anche da Villeroy: ci si sente molto sicuri del fatto che si potrà arrivare al target del 2% per il prossimo anno, cosa che renderebbe ora di maggiore interesse il raggiungimento della massima occupazione e della massima attività economica. Obiettivi che, al pari della stabilità dei prezzi, fanno parte del mandato della Banca Centrale Europea.

Rimarrà tuttavia da valutare per i mercati – sempre a meno di clamorose notizie che arriveranno nel caso dal fronte mediorientale – quale sarà il prossimo cammino di BCE e dell’euro dopo la riunione di giugno. Secondo le ultime voci – fondate – di corridoio, la concordia tra i diversi membri votanti in BCE potrebbe esaurirsi appunto il 6 giugno, con il futuro della politica monetaria che potrebbe essere fonte di grande disaccordo. Continuerà dunque a regnare l’incertezza, dovuta sia a questioni interne ai mercati finanziari, sia invece a questioni che con la finanza e i mercati hanno poco a che fare.

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