Telegram lancia $330 milioni di bond e annuncia di poter diventare profittevole il prossimo anno

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Il CEO di Telegram, Pavel Durov, rivela che la scorsa settimana la sua azienda ha lanciato bond per $330 milioni. Una decisione piuttosto inusuale per Telegram, azienda che storicamente è stata lontana dal mondo della finanza e ha sempre cercato dei finanziatori non interessati al ritorno ma al valore del servizio. Durov è andato persino oltre, annunciando il fatto che si aspetta di vedere l’azienda diventare profittevole dal prossimo anno. I mercati sembrano aver gradito questa offerta, al punto che l’emissione è stata sottoscritta più del previsto; l’azienda rivela anche di avere ottenuto dei termini più favorevoli di quanto si sarebbe attesa, proprio grazie alla domanda molto alta per i bond.

La storia di Telegram è molto particolare. Inizialmente è nata come un modo per affrontare le autorità russe, costruendo una piattaforma che sarebbe stata totalmente a favore della libertà di parola e della privacy dei propri utenti. Per molti anni gli investitori che hanno finanziato il servizio lo hanno fatto esclusivamente per supportare questa missione, ma le cose sono cambiate nel corso degli ultimi anni. Telegram è riuscita a raggiungere sempre più utenti e a introdurre sempre più funzionalità a pagamento, abbonamenti e acquisti in-app. In questo modo si è trasformata in una vera e propria impresa tech, che presta sempre più attenzione ai propri dati di bilancio.

presentazione della notizia su Telegram che lancia un'emissione di bond
Investitori interessati ad acquisire quote di Telegram hanno valutato l’app fino a $30 miliardi

La vendita a sorpresa di obbligazioni

Durov ha dato annuncio di questa vendita di obbligazioni proprio all’interno del suo canale Telegram personale. Sottolinea il fatto che la domanda per i bond dell’azienda sia un segno di come i mercati credano nel progetto di crescita e di monetizzazione della sua app. Al tempo stesso afferma che l’operazione sia importante per dare a Telegram più solidità come “alternativa indipendente” ai colossi tech, lasciando addirittura la porta aperta a una possibile quotazione in Borsa. Questo potrebbe essere un momento favorevole per un’operazione di questo tipo, come dimostra il grande successo della IPO di Reddit: malgrado il titolo sbarcherà sul NYSE soltanto mercoledì, la domanda sta già superando di diverse volte l’offerta di azioni.

Al tempo stesso, Durov ha preferito non fornire ulteriori informazioni sull’emissione di obbligazioni. Non è chiaro il tasse d’interesse che Telegram riconoscerà agli investitori e soprattutto non è chiaro chi abbia comprato questi bond. L’unica certezza è che a sottoscrivere l’offerta siano stati degli investitori istituzionali e che le condizioni negoziate siano state “le più favorevoli nella storia di Telegram”. Alcune fonti vicine ai fatti avrebbero parlato a TechCrunch di un rendimento del 7,70% e scadenza nel 2026, ma è impossibile confermare questa informazione.

foto di una persona che usa Telegram
Attualmente Telegram ha 196 milioni di utenti su base mensile

Verso una possibile quotazione

La scorsa settimana il CEO di Telegram è stato ospite di un’intervista al Financial Times, proprio parlando delle prospettive economiche dell’azienda. Parlando di una possibile IPO non ha voluto confermare chiaramente questa ipotesi, ma si è detto favorevole a operazioni che possano aiutare Telegram a raccogliere le risorse necessarie per rimanere indipendente. Nel 2020 aveva dichiarato che per un’azienda nella posizione di Telegram le scelte possibili sarebbero state solo diventare profittevoli o vendere, ma fino a questo momento non ha preso nessuna di queste due strade. Per il momento l’azienda è rimasta molto legata al supporto dei suoi investitori storici, spostando la sua sede a Dubai e riducendo la perdita di bilancio: ora sembra avere tutte le carte in regola per un potenziale grande successo a Wall Street.

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