Atos, arriva il piano per il salvataggio: cambiare bonds in azioni e cercare €1 miliardo in liquidità

Avatar di Alessandro Calvo
Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
Scopri i nostri principi editoriali

Atos, il colosso francese della consulenza informatica, lotta per sopravvivere e ora ha un piano per cercare di continuare a navigare le sue acque travagliate per lo meno nel breve termine. Atos è un’ex-stella del CAC 40, una delle più grandi imprese tech a livello europeo, che nel suo momento di picco è riuscita a segnare ricavi annui superiori agli €11 miliardi. Una serie di decisioni sbagliate, però, negli ultimi tre anni hanno portato il titolo a perdere oltre il 90% della propria capitalizzazione. L’azienda è fortemente indebitata e già oggi è incapace di far fronte al pagamento dei bond emessi negli scorsi anni.

Secondo fonti vicine al management che hanno riportato le notizie a Bloomberg, l’azienda sarebbe pronta a presentare il suo piano per la ristrutturazione del debito. Il piano prevede di cercare un’iniezione di liquidità da €1 miliardo, in modo da avere i fondi per continuare a lavorare durante la sua fase di transizione. Nel frattempo si andrebbe alla ricerca di un piano da $5 miliardi per la conversione dei debiti in equity. Essenzialmente la società vorrebbe proporre agli obbligazionisti di accettare delle azioni come compenso per la liquidità che l’azienda non è in grado di ripagare. Al momento, il management di Atos ha preferito non lasciare commenti ufficiali sulla notizia.

presentazione della notizia su Atos che cerca un prestito di salvataggio
Con 110.000 dipendenti in 73 paesi, Atos è una società dall’impatto molto alto

Il colosso dell’informatica è in crisi

Nei suoi ventiquattro anni di storia, Atos è diventata una multinazionale di calibro mondiale. Offre servizi high tech che hanno a che fare con tutte le principali necessità delle grandi aziende: trasformazione digitale, elaborazione dei pagamenti online, cybersecurity, gestione dell’archiviazione in cloud e così via. Essenzialmente è un partner per grandi aziende che vogliono efficientare i loro processi grazie alla tecnologia, un business che nel tempo si è rivelato molto florido. L’azienda aveva chiuso il suo bilancio 2020 con €11,2 miliardi in ricavi e un utile netto di 553 milioni di euro, ma quello è stato l’ultimo anno in cui Atos è davvero riuscita a ottenere valore per gli azionisti.

Nel 2021 sono emersi dei problemi di contabilità legati al business dell’azienda negli Stati Uniti, e da quel momento la strada è stata tutta in salita per gli azionisti. È rimasta indietro a Microsoft e Google in termini di adozione dei servizi di cloud computing, poi sono iniziati i vuoti al vertice: negli ultimi due anni e mezzo, si sono alternati cinque diversi amministratore delegati alla guida dell’azienda. Il debito è salito alle stelle nel tentativo di finanziare delle acquisizione che non si sono rivelate così profittevoli come sperato dal management, lasciando anche dei problemi seri al governo francese: molte istituzioni nazionali hanno Atos come partner per la cybersecurity, tra cui le Olimpiadi di Parigi 2024.

grafico delle azioni Atos
L’andamento del titolo nel corso degli ultimi 5 anni

Si fa largo anche il piano della nazionalizzazione

Trovare €1 miliardo di liquidità -non è chiaro se tramite prestiti, obbligazioni o altre forme- e convertire €5 miliardi di obbligazioni in azioni non è una strada semplice. Bisogna avere sia un finanziatore disposto a correre dei rischi molto alti, sia degli obbligazionisti disposti a lasciar perdere la strada della messa in liquidazione dell’azienda. La situazione è molto simile a quella di Thames Water, il più grande distributore privato di acqua nelle reti idriche inglesi: la società è teoricamente in mani private, ma ha un impatto sull’economia nazionale che va oltre gli interessi degli azionisti. Di conseguenza la Francia sta valutando anche la possibilità di nazionalizzare l’azienda, per evitare che la situazione di Atos possa andare a pregiudicare la sicurezza informatica del governo. Con un credit rating di CCC, al momento il salvataggio pubblico di Atos sembra una delle poche strade possibili per la sopravvivenza dell’azienda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *