Bufera su TikTok negli USA: il Ministro del Tesoro sotto Trump forma un gruppo per l’acquisizione dell’app

Avatar di Alessandro Calvo
Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
Scopri i nostri principi editoriali

Dopo l’approvazione della commissione e della Camera dei Deputati per forzare la vendita di TikTok, la bufera entra nel vivo. L’ex Ministro del Tesoro, Steven Mnuchin, ha dichiarato di essersi messo alla guida di una cordata d’investitori per acquisire la società; se anche il Senato e la Presidenza voteranno a favore di questo provvedimento, cosa che sembra ormai molto probabile, per ByteDance sarà necessario fare una scelta molto dura. Da una parte la possibilità di vendere a un gruppo di investitori americano e continuare a fare affari negli Stati Uniti, dall’altra affrontare un ban totale dentro i confini statunitensi. Secondo Steven Mnuchin, la direzione della politica sarebbe corretta: l’ex-Ministro insiste sul fatto che in Cina “non sarebbe mai permesso” che una società americana abbia accesso a così tanti dati sui propri utenti.

Con quasi 170 milioni di utenti, TikTok si sta affermando come il social preferito dalla generazione dei giovanissimi americani. Il governo statunitense teme però ingerenze tra il Partito Comunista Cinese e ByteDance, l’azienda che ha creato questo social e lo ha portato al successo in questi anni. Al tempo stesso ByteDance non affonderà senza lottare: già nel 2020, durante la presidenza di Trump, la società aveva affrontato una lunga battaglia legale e ne era uscita vincitrice. Al tempo era riuscita a mantenere la propria indipendenza, facendo leva sul fatto che sarebbe stata anti-costituzionale una legge mirata a colpire una singola azienda. Questa volta, però, sembra che i legislatori statunitensi stiano già prendendo provvedimenti per assicurarsi che la formula con cui far passare la legge sia a prova di Tribunale.

presentazione della notizia su ex-Ministro USA che vuole comprare TikTok
Il 33% degli adulti negli USA ha un account su TikTok

Steven Mnuchin guida un consorzio di compratori

Mnuchin è un ex-investment banker che ha servito come Segretario del Tesoro, l’equivalente del nostro Ministro dell’Economia, durante l’amminsitrazione Trump. Ha dichiarato che a suo avviso si tratta di “un ottimo business” e che sta formando un gruppo di investitori interessati all’acquisizione, senza nascondere anche la sua posizione politica. Come molti Parlamentari, Mnuchin ritiene che un’app con così tanto potere sugli utenti statunitensi dovrebbe passare nelle mani di un’azienda americana. Per il momento, l’ex-Ministro non ha ancora dichiarato pubblicamente chi sarebbero gli altri investitori interessati o quale cifra intenderebbe raccogliere per formulare la sua offerta.

Malgrado Mnuchin abbia sempre sposato la causa Repubblicana, è importante sottolineare come la mozione approvata dalla Camera dei Deputati abbia ricevuto 352 voti a favore a fronte di soli 65 voti contrari. Lo stesso Joe Biden si è apertamente detto favorevole, per cui anche la firma del Presidente sembra garantita. Il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, si è già detto contrario a tutto questo e la società tenterà nuovamente di fare leva su tutti gli strumenti legali a sua disposizione per evitare di ritrovarsi al bivio tra cessione e ban.

foto di una persona che registra un video per TikTok
Gli utenti stanno usando l’hashtag #keepTikTok per chiedere al Congresso di lasciare le cose come sono ora

Proteste di fronte alla Casa Bianca

Migliaia di utenti dell’app si sono uniti in protesta di fronte alla Casa Bianca. Ma non sono teenager o utenti della “Gen-Z” di cui spesso si parla in riferimento a TikTok. Sono per la maggior parte creators e imprenditori statunitensi che hanno trasformato questa piattaforma social in un business, attraverso la pubblicità o attraverso i loro contenuti. C’è addirittura chi racconta di essere passato dal vivere per strada al dare lavoro a un team di dipendenti grazie alla sua attività sulla piattaforma. Alcuni imprenditori raccontano di aver trovato fino all’80% dei loro clienti su TikTok, dove tra l’altro è iscritto da poco anche l’account della campagna elettorale di Joe Biden. In un’epoca in cui molte aziende si reggono sulla loro attività online, la decisione del Parlamento statunitense può trasformarsi in una condanna alla disoccupazione per chi ha trasformato TikTok in un lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *