Cina: nuovo record di emissione di obbligazioni verdi

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Written by Chiara Ricciato
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Secondo un rapporto pubblicato venerdì 9 giugno da Climate Bonds Initiative (CBI), un’organizzazione no-profit internazionale con sede nel Regno Unito che lavora per mobilitare il capitale globale per l’azione per il clima, congiuntamente a China Central Depository & Clearing Research Centre, CIB Research e Standard Chartered Bank, lo scorso anno la Cina ha registrato una crescita del 35% nell’emissione delle cosiddette obbligazioni verdi, raggiungendo un record di 155 miliardi di dollari, mentre l’impegno del Paese nei confronti del clima è diventato sempre più integrato nella sua politica e nel sistema economico complessivo.

Le obbligazioni verdi o green bonds, infatti, sono strumenti finanziari utilizzati per raccogliere fondi destinati a progetti sostenibili, come l’energia rinnovabile, il trasporto pulito, la gestione delle risorse idriche o la riduzione delle emissioni di gas serra.

immagine di presentazione della notizia del record di green bonds emessi in Cina nel 2022
La Cina si impegna per una transizione verde con l’emissione record di 155 miliardi di dollari in green bonds nel 2022

In prima linea nella transizione energetica

Stando ai dati del “China Sustainable Debt – State of the Market” della CBI, la seconda economia più grande al mondo deve accelerare rapidamente lo sviluppo del suo mercato dei debiti sostenibili (l’emissione di obbligazioni o prestiti da investire in progetti o imprese che promuovono cause sociali o ambientali) per aiutare a raggiungere l’obiettivo di neutralità carbonica entro il 2060 e raggiungere il picco delle emissioni prima del 2030.

Infatti, il Paese, che attualmente dipende per oltre il 70% dalle fonti di energia fossile, sta affrontando un processo di transizione energetica, che, secondo un rapporto del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), porterà le emissioni di anidride carbonica a raggiungere un picco nel 2023. Nonostante il rimbalzo economico e le misure di stimolo, quindi, la Cina si sta muovendo verso una fase di declino delle emissioni grazie alla crescita delle fonti di energia pulita e in questo senso sta collaborando con l’International Renewable Energy Agency (IRENA), un’organizzazione intergovernativa che promuove l’uso sostenibile delle energie rinnovabili.

Lo sviluppo economico e sociale della Cina ha sostenuto la crescita di un formidabile mercato del debito sostenibile con caratteristiche uniche, si legge nel rapporto della CBI. Questa esperienza può sostenere una transizione a livello macroeconomico, estendendo l’accesso al capitale alle entità che operano nei settori difficili da decarbonizzare.

Nel 2022, la Repubblica Popolare è stata la principale fonte di green bonds allineati alla definizione della CBI e inclusi nel suo database, che analizza strumenti di debito di oltre 80 giurisdizioni sulla base della sua tassonomia, consentendo un confronto tra i mercati, registrando un’offerta di green bonds che rispettava la definizione della CBI per un valore complessivo di 85,4 miliardi di dollari, sia da emittenti interni che esteri, seguita dagli Stati Uniti con 64,4 miliardi di dollari e dalla Germania con 61,2 miliardi di dollari, secondo la CBI.

Il volume cumulativo dei green bonds cinesi nel database della CBI ha raggiunto i 289,6 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno, posizionandosi al secondo posto dopo gli Stati Uniti, che presentano un volume totale di 380 miliardi di dollari.

Inoltre, i report afferma che iniziative strategiche chiave dello sviluppo industriale della Cina, come il piano di sviluppo dell’idrogeno, la produzione di veicoli elettrici e l’espansione della capacità di energia rinnovabile, continueranno ad avere importanti implicazioni per il mondo e che gli strumenti di debito sostenibili rappresenteranno un canale importante attraverso cui cogliere queste opportunità.

Nel frattempo, secondo il rapporto “Hong Kong – Green and Sustainable Debt Market Briefing“, pubblicato anch’esso venerdì dalla CBI, la città portuale può svolgere un ruolo cruciale nel facilitare i flussi di capitale necessari per sostenere sia la sua transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio sia quella della Cina continentale.

La peculiarità della metropoli è che ha una propria agenda climatica e funge anche da piattaforma per il finanziamento verde per i Paesi e le regioni circostanti, ha affermato Deng Manshu, vice capo del programma cinese presso la CBI, durante un panel alla conferenza Climate Bonds Connect 2023 Asia-Pacific svoltasi venerdì.

immagine di grafico della CBI che mostra la crescita di green bonds cinesi negli anni
Grafico della Climate Bonds Initiative che riporta la continua crescita della Cina nell’emissione di obbligazioni verdi negli ultimi 7 anni

L’1 giugno, Hong Kong ha realizzato la sua emissione più grande di obbligazioni verdi, raccogliendo 6 miliardi di dollari in un’operazione multicurrency, nell’ambito degli sforzi del governo per affermare la città come una hub finanziaria internazionale per il settore green.

Fin dalla sua prima emissione nel 2019, il governo di Hong Kong ha emesso green bonds per un totale di quasi 16 miliardi di dollari, come dichiarato dal Segretario per i Servizi Finanziari e il Tesoro Christopher Hui Ching-yu durante una conferenza del settore il mese scorso.

La significativa crescita delle obbligazioni e dei prestiti verdi e sostenibili organizzati nella città riflette l’importanza sempre maggiore di Hong Kong come centro regionale e internazionale per le finanze verdi e sostenibili, come evidenziato nel rapporto della CBI sulla città portuale.

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