La maxi-emissione di bond in Cina è un successo: trading sospeso per eccesso di rialzi al debutto in Borsa

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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L’emissione tanto attesa di bond cinesi a scadenza ultra-lunga è finalmente arrivata. Oggi è stata lanciata la prima serie di obbligazioni con scadenza a 30 anni e la risposta dei mercati è stata sorprendente: il trading è stato sospeso per due volte per eccesso di offerta. Il comunicato ufficiale del regolatore cinese cita “fluttuazioni fuori dalla norma” subito dopo l’apertura del trading. Questo è un banco di prova importante per l’economia locale: la fiducia dei mercati verso la nuova emissione di obbligazioni è la dimostrazione che, tanto internamente quanto all’estero, c’è fiducia nei piani del governo per questa nuova emissione straordinaria.

Il governo cinese aveva annunciato questa emissione di obbligazioni la scorsa settimana. In totale verranno emessi bond per 1 triliardo di yuan ($156 miliardi), e la quasi totalità dei proventi verrà utilizzata per dare uno stimolo forte all’economia. Il governo ha già fatto piani molto concreti per ridurre lo stock di immobili in vendita, aiutare gli acquirenti a stipulare i mutui più facilmente e possibilmente uscire dalla crisi dell’immobiliare che attanaglia il paese da oltre due anni. Si guarda anche agli investimenti in infrastrutture, soprattutto all’estero, sfruttando accordi con i paesi emergenti per rafforzare la presenza cinese in aree geografiche ritenute strategiche.

presentazione della notizia su boom in Borsa per i nuovi bond cinesi
Per il momento non sono state riscontrate irregolarità formali nell’attività di trading

Subito boom per i nuovi bond

La prima serie di bond a scadenza a lunghissimo termine ha visto l’emissione di $5,5 miliardi in obbligazioni, tutti con scadenza trentennale. Subito dopo il lancio è arrivata la prima sospensione del trading per eccesso di rialzi. In quel momento il valore delle obbligazioni era già in rialzo del 13%, pur offrendo un rendimento del 2,57% che non risulta particolarmente attraente nel panorama odierno. Per confronto, i BTP rendono oltre 100 punti base in più e i Treasuries statunitensi a 10 anni rendono quasi 150 punti base in più. Nonostante ciò, le cose non sono cambiate una volta che il trading è stato riaperto: in pochi minuti è arrivata la seconda sospensione.

La cosa sorprendente è che il trend si è invertito a fine giornata, con i bond che hanno visto il loro valore cadere per tutte le ultime due ore della sessione di scambi. Alla chiusura della Borsa di Shangai, il rialzo complessivo è stato solo del 1,3% rispetto al prezzo di apertura. Al momento non è chiaro quali siano stati i meccanismi che hanno causato prima il rally e poi il crollo della quotazione dei nuovi bond, ma si pensa che il boom della domanda sia stato legato agli investitori al dettaglio e che il crollo successivo sia dovuto alle prese di profitto degli investitori istituzionali.

La partecipazione dei trader al dettaglio è stata molto alta

Un mercato obbligazionario in ristrutturazione

Il mercato obbligazionario cinese è stato molto difficile da interpretare nel corso degli ultimi mesi. Nel 2024, per concessione del governo il trading di bond governativi è stato allargato anche agli investitori al dettaglio -specie per emissioni speciali come questa-. Al tempo stesso la Bank of China ha chiesto alle banche private di fare molta attenzione a investire in strumenti come quelli che sono stati emessi oggi, dal momento che le obbligazioni che prevedono una scadenza molto lunga sono quelle più suscettibili alle fluttuazioni dei tassi d’interesse. Di conseguenza c’è stato un effetto di sostituzione, con un’orda di nuovi investitori retail pronti a comprare i bond che le banche fanno difficoltà ad acquistare.

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