Regno Unito, dopo 21 anni cambia il vertice delle emissioni di bond sovrani: attesi record di volumi

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Dopo 21 anni alla guida del Debt Management Office, l’ufficio inglese responsabile per le emissioni dei bond sovrani, Robert Stheeman andrà in pensione. Il suo incarico sarà affidato a Jessica Pulay, che erediterà una situazione non semplice viste le condizioni traballanti dell’economia locale nel periodo post-pandemia. Stheeman ha servito attraverso la crisi finanziaria del 2008, attraverso il rally dei mercati nel periodo successivo alla recessione, passano per il Covid e arrivando fino alla situazione di oggi. Lungo tutto questo percorso è stato uno dei pochi vertici finanziari inglesi che hanno avuto il supporto di tutte le forze politiche e una popolarità prolungata anche tra la popolazione. Ora il passaggio del testimone offre la possibilità di cominciare un capitolo nuovo per la storia del debito pubblico inglese, anche con le sue complessità.

L’incarico di Jessica Pulay arriva nel quadro di un periodo concitato per le emissioni di Gilts -come vengono denominati i bond inglesi-. Per il periodo 2024/25 si attende l’emissione di bond sovrani per un controvalore di 265.3 miliardi di sterline, al cambio attuale circa 307 miliardi di euro. Un volume di emissioni che sfiora i record storici, nonché un vero e proprio record se si esclude il periodo eccezionale della pandemia. A complicare le cose è il fatto che attualmente il Regno Unito si trova in recessione tecnica, con tasso d’inflazione che contemporaneamente rimane saldo al di sopra del 3% e non sta seguendo la curva discendente auspicata dalla Bank of England.

presentazione della notizia su cambio al vertice nel DMO inglese
I bond inglesi al momento pagano cedole ben superiori anche a quelli dei paesi più indebitati dell’Eurozona

Cambio al vertice per le emissioni di Gilts

Il Ministero delle Finanze non ha addotto alcuna altra ragione per la sostituzione di Stheeman se non il suo interesse ad andare in pensione, dunque si può escludere che ci sia una divergenza di vedute alla base di questa decisione. Sembra che Jessica Pulay fosse già stata designata per questo ruolo in anticipo, avendo dunque il tempo di preparare la transizione in maniera appropriata: da luglio 2015 stava già servendo come seconda in comando per le operazioni del Debt Management Office. In precedenza ha lavorato per 16 anni alla Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo, ma il suo curriculum include anche esperienze presso Goldman Sachs, Morgan Stanley e come direttore operativo presso Deutsche Bank.

Secondo l’ultimo aggiornamento di marzo, l’ufficio per la gestione del debito pubblico intende vendere oltre 200 miliardi di sterline di debito pubblico all’anno tra il 2025 e il 2029. Si tratta di una delle campagne di finanziamento pubblico più ambiziose nella storia del Regno Unito, nel tentativo di far ripartire un’economia in difficoltà e ancora non in grado di riprendersi dopo Brexit e la pandemia. Il ruolo di Jessica Pulay sarà importante per cercare di dare fiducia ai mercati e tentare di abbassare il più possibile il tasso d’interesse che il Tesoro dovrà riconoscere sul debito pubblico.

Grafico del rendimento dei bond inglesi a 10 anni nel 2024

Subito temi importanti da affrontare

Uno dei temi all’attenzione di Jessica Pulay riguarda il brevissimo termine, in cui gli investitori sono spaventati dal fatto che l’inflazione nel Regno Unito sia al 3,5% malgrado anni di tassi in rialzo da parte della Bank of England. Il mercato in questo momento chiede dei bond indicizzati al tasso d’inflazione, che possano assicurare agli investitori un rendimento reale relativamente sicuro. Al tempo stesso questo significherebbe scommettere sull’inflazione per il Debt Management Office: confidare nel fatto che la pressione sui prezzi scenderà abbastanza velocemente da poter rendere conveniente l’operazione per le casse pubbliche. Inoltre rimane anche il dubbio di quanto a lungo la Bank of England dovrà mantenere elevati i tassi d’interesse, che implicano rendimenti elevati sulle emissioni di bond e dunque un aumento della spesa per gli interessi maturati sul debito pubblico. Anche se tutto indica che la nuova direttrice sia la persona giusta per trovare risposte a queste domande, la posta in gioco è da subito molto alta.

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