Tagliate le attese sui tassi della BCE: previsti rendimenti in rialzo per i bond europei

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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La settimana di Borsa che sta per aprirsi sarà molto probabilmente segnata da aggiustamenti sul rendimento delle obbligazioni europee, dopo che una serie di dati macroeconomici e dichiarazioni della BCE hanno portato gli analisti a rivedere le attese sui tassi per il 2024. Tutto è iniziato dall’ultima rilevazione sull’andamento dei salari nell’Area Euro, che rivela un aumento del 4,7% nei redditi medi europei rispetto allo scorso anno. La sensazione è che un aumento così significativo dei redditi possa causare una spinta rialzista del tasso d’inflazione, limitando la quantità di tagli ai tassi che la BCE potrà fare quest’anno.

Le prime due banche che hanno abbassato le loro previsioni sull’entità dei tagli della BCE sono Danske Bank e Barclays, ma è molto probabile che nel corso della settimana altri analisti facciano altrettanto. Non solo per una questione di salari europei, ma anche per via dei forti dubbi sui tagli della Fed: per quanto la Banca Centrale Europea sia formalmente indipendente, è chiaro che prendere una direzione molto diversa da quella americana potrebbe pesare eccessivamente sul tasso di cambio tra euro e dollaro. Difficilmente la BCE sarebbe disposta ad accettare un’altra fase di forte svalutazione della Moneta Unica, per cui è probabile che un adattamento alle mosse della Fed sarà inevitabile.

presentazione della notizia sui mercati che ora si attendono meno tagli ai tassi della BCE nel 2024
Meno tagli ai tassi della BCE implicano rendimenti più alti per le obbligazioni

Il primo taglio a giugno sembra confermato

Secondo il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, è improbabile che il primo taglio ai tassi d’interesse della BCE possa incontrare resistenza per via dei nuovi dati sull’andamento dei salari. Si conferma dunque giugno come la data più probabile per il primo scatto di 25 punti base, ma cominciano i dubbi riguardo a quello che potrebbe succedere in seguito. Infatti fino a poche settimane fa era dato quasi per scontato che a luglio sarebbe arrivato un secondo taglio, nuovamente di 25 punti base, ma su questo ora le opinioni degli analisti sono molto divise. Questo dovrebbe riflettersi sulla quotazione delle obbligazioni, con una discesa dei prezzi e un aumento dei rendimenti.

Secondo il presidente della banca di Germania non è necessario considerare troppo seriamente i dati sull’andamento dei salari: la sua opinione è che ci sarà un appiattimento della curva dei redditi nel corso dei prossimi mesi e che gli aumenti segnalati dagli ultimi dati non siano indicativi di quello che succederà nel futuro a breve termine. Questa opinione si scontra però con quella di altri membri del comitato sulla politica monetaria della BCE, tra cui quella di Isabel Schnabel, che invece mantengono un atteggiamento più prudente e preferirebbero evitare di tagliare i tassi per due mesi consecutivi.

grafico dei tassi centrali della BCE negli ultimi tre anni
I tassi centrali della BCE negli ultimi tre anni – Trading Economics

Gli analisti cambiano le previsioni

In questo momento la curva dei rendimenti delle obbligazioni europee mostra che i mercati stanno scontando solo un taglio ai tassi dopo quello di giugno, per tutto il 2024. Il cambiamento delle previsioni è drastico rispetto a inizio anno, quando i mercati si attendevano addirittura sei tagli ai tassi della BCE entro la fine di dicembre. Molti economisti continuano a prevedere tre tagli a giugno, settembre e dicembre, ma già Danske Bank e Barclays sono passati dalla parte di chi vede in arrivo solo due tagli. Anche il capo della banca centrale danese ritiene che non ci saranno altri tagli in estate dopo quello di giugno, addirittura prevedendo che il successivo arriverà soltanto a dicembre. Se non altro, la situazione attuale dimostra che c’è molta più incertezza rispetto a inizio anno su quali saranno le mosse delle banche centrali durante il resto del 2024.

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