Transgrid: $11 miliardi per l’energia rinnovabile totale

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Written by Chiara Ricciato
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Entro un decennio, lo Stato più popoloso dell’Australia, il Nuovo Galles del Sud (New South Wales, NSW), sarà pronto ad affidarsi esclusivamente alle energie rinnovabili grazie a un piano di investimenti infrastrutturali da 16,5 miliardi di dollari australiani (pari a 11,20 miliardi di dollari statunitensi) annunciato mercoledì 21 giugno da un importante operatore di rete.

Transgrid, la società di rete di trasmissione di energia elettrica ad alta tensione che possiede e gestisce oltre 13.000 chilometri di linee di trasmissione nel New South Wales e nel Territorio della Capitale Australiana (Australian Capital Territory, ACT) privatizzata nel 2015, punterà, infatti, ad investire in batterie e altre forme di accumulo energetico, oltre a costruire 2.500 chilometri di nuove linee di trasmissione in un’area più grande del Texas, per garantire un funzionamento sicuro della rete con una presenza istantanea di energie rinnovabili fino al 100%.

immagine di presentazione della notizia di un investimento di 11 miliardi di dollari di Transgrid per raggiungere il 100% di energia rinnovabile
Il gestore australiano di reti di trasmissione Transgrid annuncia un investimento di 11 miliardi di dollari per una transizione energetica completa nel Paese

L’Australia si prepara per il futuro

L’amministratore delegato dell’azienda, Brett Redman, ha dichiarato in un comunicato che non sarà possibile affrontare la transizione senza investire nella trasmissione energetica. Con l’80% della capacità produttiva a carbone nel NSW che si prevede “andrà in pensione” e l’entrata in funzione di 28 gigawatt (GW) di nuovi impianti rinnovabili e di accumulo energetico nei prossimi 10 anni, è urgente accelerare gli investimenti in tutti gli ambiti della transizione energetica, ha aggiunto.

Il piano annunciato mercoledì mette in luce l’entità degli investimenti necessari per raggiungere l’obiettivo del governo laburista di ridurre le emissioni di carbonio del 43% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030 e di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, evidenziando anche che una parte considerevole delle spese non riguarda la costruzione di nuovi progetti eolici, solari e idroelettrici.

Nel giro di un decennio, quindi, l’80% della capacità attuale a carbone, concentrata in una ventina di grandi impianti, cesserà di essere operativa e sarà necessario un considerevole investimento per creare una vasta rete energetica alternativa. Questa rete includerà centinaia di progetti eolici e solari, nonché decine di milioni di pannelli solari installati sui tetti in tutto il sesto Paese più grande al mondo.

La maggior parte dei fondi, pari a 14 miliardi di dollari australiani (circa 9,5 miliardi di dollari statunitensi), sarà destinata alla realizzazione di linee di trasmissione per collegare i nuovi progetti di energia pulita ai consumatori. Circa 2,2 miliardi di dollari australiani (pari a circa 1,4 miliardi di dollari statunitensi) saranno invece impiegati per l’accumulo di energia al fine di garantire la stabilità della rete durante la chiusura delle centrali a carbone, con l’obiettivo di realizzare 10 GW di batterie. Infine, 300 milioni di dollari australiani (pari a circa 203 milioni di dollari statunitensi) saranno investiti per assumere nuovo personale e implementare tecnologie necessarie per la gestione della rete potenziata.

Dati positivi sulla crescita del settore

In Australia, la produzione di energia rinnovabile comprende l’energia eolica, l’energia idroelettrica, i pannelli solari fotovoltaici, le pompe di calore, l’energia geotermica, l’energia delle onde e l’energia solare termica.

Nel periodo 2016-17, l’Australia ha prodotto complessivamente 378,7 petajoule (PJ) di energia rinnovabile (compresa l’energia elettrica rinnovabile), che rappresentava il 6,2% del consumo totale di energia del Paese. Inoltre, l’energia rinnovabile è cresciuta in media del 3,2% ogni anno nel periodo compreso tra il 2007 e il 2017 e del 5,2% tra il 2016 e il 2017. Tuttavia, questo contrasta con la crescita del carbone (-1,9%), del petrolio (1,7%) e del gas (2,9%) nello stesso periodo di dieci anni.

Come in molti altri Paesi, lo sviluppo delle energie rinnovabili in Australia è stato incoraggiato da politiche energetiche governative implementate in risposta alle preoccupazioni riguardanti il cambiamento climatico, l’indipendenza energetica e lo stimolo economico. Di fatto, nel 2022 l’Australia ha prodotto 84.056 gigawattora di energia rinnovabile, che rappresentava il 35,9% della produzione di elettricità.

immagine di mano che tiene una lampadina accesa con icone di fonti di energia pulita in sovrimpressione
L’Australia sta affrontando la sfida di sostituire le vecchie centrali a carbone con fonti di energia pulita al fine di raggiungere gli obiettivi climatici del Paese

Inoltre, nel primo trimestre del 2023 la produzione di energia rinnovabile in Australia ha raggiunto livelli record, contribuendo a ridurre i costi dell’energia e le emissioni di anidride carbonica. Infatti, secondo il rapporto trimestrale dell’Australian Energy Market Operator (AEMO), la fornitura di energia rinnovabile al mercato nazionale dell’elettricità ha raggiunto il 66%, mentre i prezzi dell’energia elettrica sono diminuiti significativamente. In particolare, la produzione solare su tetto è aumentata del 23% rispetto all’anno precedente, contribuendo a una diminuzione della domanda operativa e delle emissioni di carbonio.

Tuttavia, secondo il Clean Energy Council, un’associazione nazionale per le rinnovabili, il Paese deve fare ulteriori investimenti per raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni. Il rapporto dell’AEMO evidenziava anche la necessità di migliorare le linee di trasmissione per collegare un maggior numero di parchi eolici e solari alla rete nazionale, di cui Transgrid si è fatta carico.

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