Arabia Saudita in trattative per entrare nella ‘BRICS bank’

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Written by Chiara Ricciato
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Secondo quanto è stato riportato domenica 28 maggio dal Financial Times, il noto quotidiano economico-finanziario britannico di proprietà della holding giapponese Nikkei, l’Arabia Saudita sarebbe in trattative per entrare a far parte della “BRICS bank”, la banca centrale dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), ovvero la Nuova Banca di Sviluppo (New Development Bank, NDB), che ha sede a Shanghai, in Cina.

L’ingresso del Regno rafforzerebbe sia le opzioni di finanziamento della banca, in un momento in cui la Russia, l’azionista fondatore, sta lottando a causa delle sanzioni che le sono state imposte in seguito all’invasione in Ucraina, sia i legami tra il secondo più grande produttore di petrolio al mondo e la stessa banca, istituita dalle più grandi economie in via di sviluppo come alternativa alle istituzioni occidentali guidate dagli accordi di Bretton Woods, un insieme di regole economiche internazionali stipulate tra i principali Paesi industrializzati del mondo occidentale, ovvero la Banca Mondiale (World Bank) e il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, IMF).

immagine di presentazione della notizia dell'Arabia Saudita che è in trattatine per entrare nella NDB
La Nuova Banca di Sviluppo valuta l’ingresso dell’Arabia Saudita per affrontare le sfide finanziarie

Un’alleanza strategica nel settore finanziario

Le trattative con l’Arabia Saudita si svolgono mentre la NDB si prepara a valutare ufficialmente le sue opzioni di finanziamento, che sono state messe in dubbio dall’invasione russa in Ucraina. La banca terrà la sua riunione annuale martedì e mercoledì.

L’adesione rafforzerebbe i legami tra Riyadh e i Paesi BRICS in un momento in cui l’Arabia Saudita, il più grande esportatore mondiale di petrolio greggio, sta anche cercando relazioni più strette con la Cina. Il presidente cinese Xi Jinping, di fatto, ha dato il benvenuto ad una nuova era nei legami tra i due Paesi durante la sua visita al Regno alla fine dello scorso anno; inoltre, Pechino ha mediato un accordo tra l’Arabia Saudita e l’Iran per riprendere le relazioni diplomatiche nel mese di marzo.

La Nuova Banca di Sviluppo, fondata per concedere prestiti a progetti di sviluppo nelle economie emergenti, ha già prestato 33 miliardi di dollari a oltre 96 progetti nei cinque Paesi fondatori e ha ampliato la sua adesione includendo anche gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e il Bangladesh.

L’Arabia Saudita, quindi, rappresenterebbe il nono azionista e uno con risorse considerevoli, mentre NDB sta valutando la sua capacità di mobilitare fondi dopo che la guerra in Ucraina ha sollevato preoccupazioni sulla dipendenza della banca dalla Russia. In quanto membro fondatore, infatti, la Russia detiene una quota di circa il 19% nella società.

Per rassicurare gli investitori sul fatto che rispetta le sanzioni guidate dall’Occidente contro Mosca, la banca dei BRICS è stata costretta nell’ultimo anno a sospendere la sua esposizione verso la Russia, pari a 1,7 miliardi di dollari, corrispondenti a circa il 6,7% dei suoi attivi totali, e a interrompere il finanziamento di nuovi progetti russi.

Mosca, dal canto suo, ha dichiarato di considerare la banca come uno strumento per alleviare l’impatto delle sanzioni occidentali e per allontanarsi dalle vendite di petrolio legate al dollaro. Il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha dichiarato durante una visita in Cina questa settimana che Mosca considera come uno dei principali obiettivi della banca la difesa del blocco dalle sanzioni “illegittime” del collettivo occidentale.

L’agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating di credito della Nuova Banca di Sviluppo da AA+ ad AA lo scorso luglio, avvertendo che il rischio reputazionale della sua partecipazione in Russia potrebbe potenzialmente limitare l’accesso al mercato dei bond in dollari. Tuttavia, questo mese l’agenzia ha modificato la sua prospettiva sulla banca da negativa a stabile, notando le misure adottate per mitigare l’esposizione a Mosca.

immagine della bandiera dei Paesi BRICS, formata dalle bandiere dei 5 Paesi fondatori
I cinque grandi Paesi BRICS sono in rapida crescita economica e dotati di una significativa influenza politica

La crescente influenza dei BRICS segnala il possibile declino dell’era di dominio degli Stati Uniti e del Gruppo dei Sette (G7), che riunisce le sette principali economie mondiali. Questo cambiamento di paradigma è stato osservato da tempo e il vice ministro degli Affari Esteri della Russia, Sergei Ryabkov, ha affermato in precedenza che i Paesi BRICS stanno accelerando la transizione verso accordi commerciali nelle rispettive valute nazionali.

L’eventuale ingresso dell’Arabia Saudita nella Nuova Banca di Sviluppo rappresenta un significativo passo avanti nella consolidazione del blocco e potrebbe segnalare un nuovo equilibrio di potere nel sistema finanziario globale. La ricerca di alternative al dominio economico degli Stati Uniti è una tendenza tra le nazioni emergenti e il rafforzamento dei BRICS potrebbe aprire la strada a un nuovo ordine mondiale più diversificato e multipolare.

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