BP lancia la sua prima maxi centrale di biogass rinnovabile

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Dopo aver speso $4 miliardi per acquisire Archaea Energy lo scorso dicembre, finalmente British Petroleum presenta al mondo la sua prima grande centrale dedicata alla produzione di biogass rinnovabile. Si tratta dell’acquisizione più grande mai guidata dall’attuale CEO del gruppo, Bernard Looney, che ha fortemente creduto in questo investimento. L’obiettivo è quello di trasformare i gas emessi dalle discariche in una risorsa, filtrandoli per ottenere gas naturale con tutte le caratteristiche necessarie per poter essere messo in commercio alla pari di quello estratto dai giacimenti sotterranei.

La tecnologia per la produzione di gas naturale rinnovabile a partire dai materiali delle discariche non è nuova. Arachaea Energy, però, è stata la prima società a rendere possibile la produzione su scala di soluzioni di questo genere. L’azienda ha brevettato un sistema modulare per produrre biogass in questo modo, utilizzando tante unità di macchinari relativamente piccoli che possono essere collegati in serie. In questo modo, si possono facilmente produrre su scala commerciale le singole unità in un centro produttivo specializzato e poi installarle in breve tempo dove si vuole realizzare un nuovo progetto.

presentazione della notizia su prima grande centrale a biogass di BP
Per British Petroleum non si tratta della prima centrale a biogass, ma della prima che sfrutta la rivoluzionaria tecnologia inventata da Archaea

Da uno a migliaia di progetti in poco tempo

Il nuovo impianto realizzato da British Petroleum, installato in una discarica che si trova a Medora in Indiana, è in grado di processare 5.400 metri cubi di gas proveniente dai rifiuti ogni ora. Questi vengono poi filtrati per ottenere una quantità di gas naturale sufficiente, secondo i calcoli di BP, ad alimentare oltre 13.000 case ogni anno. Tutto questo con un impatto ambientale minimo, andando a trasformare in una risorsa le emissioni inquinanti che provengono dalle discariche. British Petroleum ha già detto che si tratta appena di un progetto pilota: l’ambizione della società è quello di aprire decine di impianti entro un anno e migliaia nel corso dei prossimi anni.

Il CEO Looney ha apertamente dichiarato il suo entusiasmo, indicando questa come la strada giusta per ridurre l’impatto ambientale del colosso petrolifero inglese e raggiungere il net zero entro il 2050. Inoltre non ha mancato di sottolineare l’opportunità economica rappresentata dal biogass naturale rinnovabile: secondo le previsioni di British Petroleum, la domanda dovrebbe aumentare di cinque volte tra oggi e il 2030. Con la maggior parte delle nazioni che si sono già impegnate per raggiungere il net zero entro il 2050, probabilmente il tasso di crescita continuerà a essere estremamente alto anche dopo il 2030.

foto di un macchinario in una discarica
Secondo la EIA, negli Stati Uniti si producono 9.400 gigawattora di energia ogni anno dal gas recuperato dalle discariche

Rivoluzione in corso per il biogass rinnovabile

La maggior parte del biogass è ottenuto come sottoprodotto dalla produzione di etanolo e metanolo, due biocombustibili ampiamente utilizzati come carburante sostenibile per navi e veicoli di vario genere. Di solito questo processo richiede di utilizzare scarti dell’agricoltura o prodotti come l’olio di colza o la soia, ma esiste anche la possibilità di produrre biogas rinnovabile a partire dai rifiuti. Quando i rifiuti di una discarica vengono seppelliti sotto terra, l’assenza di ossigeno favorisce la proliferazione di alcuni batteri che si nutrono degli scarti ed emettono metano e CO2 come risultato della loro attività metabolica.

Circa il 40-50% del gas formato dai batteri anaerobici è metano, che può essere raccolto attraverso sistemi di tubazioni sotterranee e portato verso una stazione di trattamento dove viene separato dagli altri gas e da qualunque altra impurità. Già negli anni ’70 e ’80 sono nati dei progetti importanti in questa direzione, ma sempre con costi elevati e scarsa redditività. La tecnologia di Archaea, ora acquisita da BP, rappresenta una svolta: presto la produzione di biogass rinnovabile potrebbe essere portata su scala a una frazione dei costi storici, favorendo l’ambiente quanto i bilanci dei produttori.

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