Cina, 1.3 miliardi in prestito al Pakistan in bancarotta

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Il Pakistan continua a combattere contro quella che potrebbe diventare una crisi economica così grande da trasformarsi, secondo molti economisti, addirittura in una crisi umanitaria. La Cina ha appena approvato un credito da $1.3 miliardi alla nazione in difficoltà, sperando che questo la aiuti anche a mantenere i suoi interessi politici ed economici nell’area.

Tre settimane fa il Pakistan aveva ricevuto, sempre dalla Cina, $700 milioni in un un altro round di emissione di debito pubblico. La nazione ha bisogno di riserve di valuta estera per evitare il tracollo della propria moneta, ed è disposto a pagare alti tassi di interesse per evitare il peggio.

presentazione della notizia dell'approvazione di un prestito da 1.3 miliardi di dollari da parte della Cina al Pakistan
Per il governo cinese, salvare il Pakistan dalla bancarotta è anche una questione di fare i propri interessi

Una situazione difficile per il Pakistan

Il Ministro delle Finanze pakistano, Ishaq Dar, ritiene che anche al netto di questo nuovo prestito serviranno al paese $5 miliardi entro fine anno per evitare la bancarotta. La Cina rimane il principale partner di dialogo, dal momento che Pechino ha investito molto in questa nazione come parte della sua “Belt and road initiative”.

Stando alle parole di Dar, un’altra fonte di finanziamenti che dovrebbe essere attivata a breve è quella del Fondo Monetario Internazionale. Per il Ministro, già nel corso della prossima settimana potrebbe essere trovato un accordo.

Attualmente le riserve di valuta estera sono sufficienti a coprire appena tre settimane di import. Questo significa che in meno di un mese, il Pakistan non saprà come pagare le importazioni essenziali per sfamare i suoi cittadini. Il governo di Islamabad sta vagliando ogni soluzione possibile per trovare sufficienti fonti di finanziamento con cui stabilizzare le sue riserve di valuta estera.

foto di una mappa che mostra la posizione del pakistan
La posizione centrale del Pakistan lo rende un importante snodo commerciale per tutta l’Asia

Intanto nel paese asiatico iniziano a manifestarsi chiaramente i segni di mancanza di fondi, che colpiscono duramente ogni settore pubblico a cominciare dalla sanità. Il Pakistan importa molti materiali chimici di base per processarli in medicinali e molti macchinari medici dall’estero. Con le riserve contate, però, negli ospedali manca sempre di più il necessario per poter trattare i pazienti. Nel frattempo la banca centrale alza i tassi al ritmo di 300 punti base per scatto, cercando di contrastare l’inflazione cavalcante.

La Cina aiuta con occhio strategico

Il Pakistan è essenziale per l’iniziativa Belt and Road tanto cara al governo cinese. Si tratta di un enorme piano di investimenti, lanciato nel 2013, con cui la Cina intende riportare in auge la sua rotta commerciale verso l’Europa e il Mediterraneo. Per farlo è necessario operare attraverso una serie di altri paesi posti nel mezzo, tra cui il Pakistan.

La posizione strategica del Pakistan lo rende un importante crocevia per connettere la Cina al resto del sud-est asiatico. Per questo Pechino continua a investire, sotto forma di prestiti e investimenti diretti, nello sviluppo delle infrastrutture del paese: soprattutto porti, strade e altri snodi commerciali che possano aiutare le merci a fluire in modo più rapido.

Uno dei progetti chiave dell’iniziativa Belt and Road è il Corridoio Economico Cina-Pakistan. Il progetto prevede la costruzione di una complessa rete di strade, ferrovie e tubature che connetteranno la città cinese di Kashgar al posto pakistano di Gwadar. In questo modo qualunque tipo di materia prima e prodotto finito potrà essere spostato dalla Cina al Mar Arabo a prezzi estremamente competitivi. Per questo motivo al PCC non conviene un collasso economico nel Paese, soprattutto se accompagnato da instabilità e incertezza politica.

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