Litio, Imerys vuole costruire la miniera più grande d’Europa

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Written by Alessandro Calvo
Diplomato in Scienze Economiche presso l'Ateneo di Torino, mi dedico alla vita di nomade digitale con un focus particolare sugli investimenti azionari. Rivesto il ruolo di gestore e analista capo per il portfolio di azioni su TradingOnline.com. Come ricordato da Peter Lynch, è importante tenere a mente che investire in azioni non equivale a giocare alla lotteria; rappresenta piuttosto la detenzione di una quota parte di un'impresa
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Novità importanti per il mercato del litio, con un nuovo accordo che potrebbe portare a realizzare la più grande miniera d’Europa. Si parla di Europa per lo meno da una prospettiva geografica, dal momento che in realtà la miniera sarà costruita nel Regno Unito. Una miniera che, in caso di realizzazione, sarebbe sufficiente a produrre abbastanza minerale di litio ogni anno da alimentare mezzo milione di automobili elettriche. Il tutto grazie a un’intesa tra la società francese Imerys, un colosso dei macchinari per l’estrazione mineraria con esperienza decennale nel settore, e la giovane startup inglese British Lithium. Imerys ha acquistato l’80% della giovane azienda inglese, nella speranza reciproca che l’accordo porti a una svolta nella produzione di litio in Europa.

L’operazione è particolarmente importante se si considera che dal prossimo anno, per effetto di Brexit, entreranno in vigore regole stringenti sui veicoli elettrici. Queste regole stabiliscono che almeno il 45% dei materiali utilizzati per la produzione di un veicolo elettrico debbano essere realizzati nella regione in cui si vende il veicolo; in caso contrario, il produttore dovrà pagare dei dazi salati per esportarlo dall’Unione Europea al Regno Unito o viceversa. Per questo, negli ultimi anni, il Regno Unito aveva fatto progetti per riaprire miniere di litio non più attive che erano state chiuse in virtù dei costi non competitivi con la concorrenza globale.

presentazione della notizia sul nuovo accordo tra Imerys e British Lithium
Secondo le proiezioni di Imerys, la nuova miniera dovrebbe generare circa 300 posti di lavoro

Il progetto ambizioso in Cornovaglia

Nella zona di St Austell, in Cornovaglia, si trovano grandi risorse di litio. Litio che però non può essere estratto con i metodi tradizionali, per via di alcune caratteristiche fisiche e chimiche di questo giacimento. Per questo, fino a pochi anni fa, non c’erano piani concreti per sfruttare questa risorsa. Dopodiché è arrivata British Lithium, una giovane startup che ha identificato un metodo concreto per poter estrarre il litio della Cornovaglia in un modo sostenibile, sia a livello ambientale che economico.

Imerys ha visto l’opportunità e ha prontamente acquistato una parte importante della società. Imerys è normalmente un fornitore di servizi e macchinari per l’estrazione mineraria, ma anche una società direttamente coinvolta nello sviluppo di miniere e nel processamento di oltre trenta materie prime. Con questa nuova decisione, la società si afferma ancora una volta come uno dei player più importanti delle materie prime in Europa.

I dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici, ma una fonte vicina ai fatti ha raccontato alla stampa che si tratterebbe di un progetto da 660 milioni di euro.

foto di un macchinario per minare il litio
British Lithium ha trovato un sistema per estrarre senza l’uso di agenti chimici il minerale di litio dal granito della Cornovaglia

Importanza strategica per Europa e Regno Unito

L’accordo tra Imerys e British Lithium, secondo i piani delle due aziende, porterà a realizzare la più grande miniera di litio in Europa per volumi di produzione. Si stima che la capacità annuale possa essere di 20.000 tonnellate, che basterebbero a rendere Imerys il più grande produttore di litio europeo: nel complesso, l’accordo varrebbe il 20% della produzione di litio annua in Europa. Proprio il mese scorso Stellantis -che nel frattempo procede a sua volta nel cercare accordi sulle materie prime per le batterie al litio- aveva lanciato l’appello al Regno Unito, sottolineando che senza un serio progetto di sviluppo sul litio sarebbe stato molto difficile riuscire a produrre veicoli elettrici in loco.

Ora la situazione sembra risolta, considerando che le 20.000 tonnellate annue di piena capacità produttiva dovrebbero bastare a produrre batterie per alimentare 500.000 veicoli elettrici. Secondo Imerys, la piena capacità produttiva sarà raggiunta nel 2030. Un anno estremamente importante per il mercato europeo dell’automotive, dal momento che a partire dal 2030 non si potranno più vendere automobili esclusivamente dorate di motore a scoppio. Dal 2035 non si potranno più vendere nemmeno auto ibride, passando al 100% di auto elettriche. Rimarrà soltanto da scoprire se i piani di Imerys riusciranno a trasformarsi in realtà nei tempi previsti dall’azienda.

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