Vietata nel Regno Unito la campagna pubblicitaria di Shell

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Written by Moreno La Guardia
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Shell ha ricevuto un divieto per una campagna pubblicitaria che promuoveva le sue iniziative green, poiché non informava i consumatori sul fatto che la maggior parte del suo business si basa ancora su combustibili fossili altamente dannosi per l’ambiente, come il petrolio.

Nonostante l’obiettivo dichiarato di diventare un’azienda a emissioni zero entro il 2050, Shell ha suscitato critiche per la sua decisione di espandere il settore del gas del 20%. Nel tentativo di migliorare la propria immagine, l’azienda ha lanciato una campagna pubblicitaria su vari canali, tra cui TV, manifesti e YouTube, per promuovere le sue iniziative nell’elettricità rinnovabile, nell’energia eolica e nelle stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Tuttavia, il divieto è stato emesso in quanto le pubblicità non erano chiare nel rivelare che la stragrande maggioranza delle attività di Shell è ancora legata ai combustibili fossili, i quali contribuiscono significativamente all’inquinamento atmosferico e ai cambiamenti climatici. Shell ha infatti recentemente scoperto un nuovo giacimento di petrolio in Namibia.

Nonostante i messaggi pubblicitari facessero riferimento a scelte a basse emissioni di carbonio e alla transizione energetica del Regno Unito, le informazioni essenziali sulle fonti principali di reddito di Shell sono state omesse.

Immagine di copertina, "Shell, Bandita la campagna pubblicitaria green del nel Regno Unito", sfondo di un computer con su scritto "COMPLIANCE".
La compagnia è stata accusata di aver omesso in modo fuorviante informazioni essenziali.

Il regolatore censura diverse campagne pubblicitarie

L‘Advertising Standards Authority (ASA) ha emesso mercoledì un divieto sugli annunci televisivi, online e sui giornali anche di Repsol e Petronas oltre che a quelli di Shell.

Secondo l’ASA, potrebbero ingannare i consumatori, in quanto presentano in modo distorto il contributo delle iniziative a basse emissioni di carbonio all’interno dell’insieme delle attività aziendali, sia attuali che future.

Per quanto riguarda Shell, è stato notato che un manifesto a Bristol, un annuncio televisivo e uno su YouTube hanno omesso in modo fuorviante informazioni essenziali sulla percentuale delle loro attività commerciali rappresentate da iniziative a basse emissioni di carbonio, secondo la decisione dell’ASA.

Repsol, invece, è stata sanzionata per un annuncio online a pagamento che ha omesso in modo fuorviante informazioni essenziali, tra cui il metodo e il momento in cui Repsol raggiungerà l‘obiettivo delle emissioni nette zero, nonché il ruolo che i biocarburanti svolgeranno in quel piano.

Infine, Petronas della Malesia è stata sanzionata per un annuncio televisivo che ha omesso in modo fuorviante informazioni essenziali sulle sue attività attuali, sulle emissioni prodotte e sul percorso per ridurle, secondo quanto riportato dall’ente di controllo della pubblicità.

Immagine di un barile di petrolio con su scritto "GREEN WASHING".
Il cosiddetto ecologismo di facciata, “greenwashing”, e una strategia comunicativa ingannevole.

La dichiarazione dell’ASA

Il CEO dell’ASA, Parker, ha sottolineato che l’ASA è stata la prima autorità di regolamentazione al mondo a vietare una campagna di alto profilo come quella di HSBC sulla base di una fuorviante omissione di informazioni. La decisione è stata presa non perché gli annunci in sé fossero falsi, ma a causa delle informazioni che non venivano divulgate.

Parker è a capo dell’ASA dal 2009 e ha affermato che l’autorità di regolamentazione sta agendo in modo sempre più proattivo nella ricerca di campagne pubblicitarie fuorvianti. Il processo dell’ASA include l’indagine delle denunce relative agli annunci ingannevoli e la ricerca online di affermazioni potenzialmente problematiche, che vengono quindi analizzate da un modello di apprendimento automatico che identifica le più suscettibili di greenwashing. Infine, gli esseri umani analizzano gli annunci e prendono la decisione finale sulla loro messa al bando.

Ad-Free Cities, un gruppo di campagna nel Regno Unito che ha segnalato gli annunci di Shell e Repsol all’ASA, ha sostenuto alle compagnie petrolifere dovrebbero essere completamente vietato fare pubblicità, simile a quanto accade per le aziende del tabacco.

Nel commentare la recente decisione, il gruppo ha chiesto una robusta legislazione per prevenire la diffusione di annunci simili e ha invitato le agenzie pubblicitarie a smettere di collaborare con le compagnie petrolifere.

Parker ha affermato che l’ASA dà priorità ai settori in cui i cambiamenti comportamentali dei consumatori sono fondamentali per ridurre le emissioni, basandosi sull’analisi del Climate Change Committee, il consulente ufficiale del governo britannico. Ciò comporta un focus sul settore energetico, del riscaldamento, dei trasporti e del cibo.

Negli ultimi anni, sono state bandite campagne pubblicitarie di aziende come le compagnie aeree Lufthansa ed Etihad, il colosso dei beni di consumo Unilever e il produttore di automobili Hyundai. Parker ha sottolineato che la pubblicità svolge un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi del Regno Unito.

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